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Michiko Hirayama


Si laurea in Arte Vocale alla Tokio University of Arts nel 1944. Negli anni Cinquanta viene a studiare in Italia presso l’Accademia Chigiana di Siena e nel 1957 si trasferisce a Salisburgo per specializzarsi sull’interpretazione della musica mozartiana. Mentre sta per firmare un contratto come cantante a Vienna, al Mozarteum le capita di sentire per la prima volta dei brani di musica elettronica. Ne rimane affascinata e decide di dedicarsi alla musica d’avanguardia, di “partecipare alla creatività musicale per il futuro”.
Tornando a Roma si inserisce nel gruppo di Nuova Consonanza e “si offre come materiale sonoro” ai compositori di musica d’avanguardia ed elettronica. Questa attività che comporta la difficoltà di adattare la voce alle esigenze di ciascun compositore, la porta- per proprio conto – ad iniziare una ricerca sulla tecnica vocale più adatta a produrre i suoni richiesti. Indirizza questa ricerca al canto liturgico di varie religioni, orientali ed occidentali, tanto da partecipare alla fondazione in Italia, nel 1975, dell’Associazione Internazionale di Studi di Canto Gregoriano, dove impara a cantare seguendo gli antichi spartiti. Apprende la tecnica dei monaci tibetani, del raga indiano e dei canti budddhisti, tradizionali e popolari giapponesi. Pur essendo nata in Giappone, la sua cultura di tipo occidentale e questo la porta a condurre una indefessa ricerca verso le proprie radici. Molti compositori rimangono colpiti da questa ricerca rivolta in particolare al canto popolare giapponese e le dedicano brani espressamente composti per la sua voce. In particolare, compongono per lei gli autori appartenuti alla Nuova Consonanza negli anni Sessanta e Settante.
Nel corso degli anni, ha interpretato composizioni, fra gli altri, di Vlad, Boulez, Cage, Xenakis, Scelsi.
Nel 1993, in occasione dei suoi 70 anni, l’Istituto Giapponese di Cultura di Roma ha festeggiata la sua lunga carriera di interprete con ben 34 autori che le hanno dedicato brani appositamente creati per la sua voce.
Interprete per eccellenza delle opere di Giacinto Scelsi, nei concerti di questi ultimi anni ha affrontato diversi lavori tra cui, Tayagaru Hô con Igra Ensemble, Luigi Ceccarelli e Alessandro Cipriani (2002) ed i Canti del capricorno con Proyecto Guerriero Ensemble a Madrid, Roma (Istituto Giapponese di Cultura a Roma, 2004) e Berlino (2005).

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