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Pat Oleszko


Nata a Detroit, Pat Oleszko ha frequentato l’università del Michigan, ed ha vissuto per lungo tempo a New York. Ha cominciato a lavorare nelle strade, alle feste, nei ristoranti, ai concorsi di bellezza, agli eventi sportivi, per poi dirigersi verso mostre personali, film ed installazioni. Nel corso degli anni ha sviluppato uno stile che l’ha resa capace di fare arte con gli elementi più svariati, e quasi sempre in modo divertito e provocatorio allo stesso tempo – come solo sa essere il comico.
Per conto del Museo d’Arte Moderna di New York, Oleszko ha sviluppato numerosi progetti ed oltre ad aver più volte trasformato il proprio corpo in opera d’arte, ha realizzato performance convertendo alberi, ginocchia, fontane, seni, palazzi, sederi, elefanti e dita in elementi essenziali dei suoi spettacoli. Ha inoltre creato sculture pneumatiche dalle misure estremamente variabili, da un ventre ad una nave-razzo di 60 piedi.
Scelta come rappresentante per gli Stati Uniti nel 1980 al Lake Placid Olimpics (per interventi comici), ha toccato, nel corso di numerose tournées, svariate mete negli Stati Uniti, in Canada, in Europa ed in Giappone, presentando i suoi lavori in musei, gallerie, università, teatri, festival.
La sua arte singolare ha suscitato curiosità ed attenzione nei media, e le sue apparizioni si muovono fra articoli su “Penthouse” ed “Esquire”, alla copertina per “MS” (come statua della libertà), fino alle innumerevoli pubblicazioni su “Artforum” e “Sesame street”.
Accanto alle performance, agli spettacoli ed alle mostre, la Oleszko ha realizzato numerosi cortometraggi, fra cui, Four for the fourth, nel 2001, e Kneepoleon, nel 2002.
Come artista ha inoltre lavorato, in residenza, a Skowhegan, Banff, Haystack, Anderson Ranch, Artpark, Djerassi, Pilchuk, e all’American Academy of Rome (2003).
Per la sua attività artistica ha ricevuto una nutrita serie di riconoscimenti e da ultimo, il premio dell’Associazione Internazionale dei Critici (2000).