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Philippe Manoury


Nasce in Francia, a Tulle, nel 1952. Comincia i suoi studi musicali all’età di nove anni: pianoforte con Pierre Sancan, armonia e contrappunto all’Ecole Normale de Musique a Parigi, composizione con Gérard Condé e poi con Max Deutsch, Ivo Malec, Michel Philippot e Claude Ballif.
Invitato sin da giovanissimo dai maggiori festival musicali internazionali, ha conquistato l’attenzione del pubblico con la prima mondiale di Cryptophonos, eseguita dal pianista Claude Helffer al Festival di Metz. È cominciata così la sua attività di insegnante, ricercatore, compositore musicale.
Da quando, nel 1981, è stato invitato a condurre le proprie ricerche dall’IRCAM di Parigi, ha costantemente preso parte alle attività dell’Istituto sia come compositore che come ricercatore. In collaborazione con il matematico Miller Puckette ha portato avanti delle personali ed interessanti sperimentazioni sulle interazioni in tempo reale tra gli strumenti acustici e le nuove tecnologie legate all’informatica musicale. Questo lavoro ha condotto ad un ciclo interattivo di composizioni per vari strumenti: Sonvs ex machina che comprende Jupiter, Pluton, La Partition du Ciel de l’Enfer e Neptune.
Tra le sue più recenti composizioni si ricordano per la musica strumentale La Ville (2001-2002), per quella da camera Ultima (1996) e Last (1997) , per la musica da camera ed elettronica Neptune (1991), per quella sinfonica Douze Moments (1998) e Sound and Fury (1998-99), per la vocale Slova (2001-2002), e per la operistica 60e Parallèle (1995-96), K… (2000-2001) e da ultimo La Frontière (2002-2003).