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Piero Milesi


Piero Milesi (Milano 1953), dopo aver studiato violoncello alla Scuola Civica di S. Giovanni, e composizione sperimentale ed elettronica presso il Conservatorio G. Verdi di Milano, collabora con il Gruppo Folk Internazionale della Cooperativa “L’orchestra”, in veste anche di autore, alla realizzazione del disco Daloy Politzei e crea le musiche per lo spettacolo Le Mille e una notte del Teatro dell’Elfo (1977-78). Dopo una laurea in Architettura, con una tesi relativa al rapporto tra spazio e suono, continua la sua ricerca nella relazione fra i due elementi, creando alcune installazioni sonore (Headquarter, per 16 sorgenti sonore, 1986; Frammenti di un discorso amoroso, per la mostra dedicata a Roland Barthes presso il Centre Culturel Français di Roma; Per Venti (e) Aerostati, per palloni aerostatici, nella rassegna Ambiente & Autori al Parco Sempione di Milano in occasione di Italia ’90; Il Giardino delle Cose per 15 sorgenti sonore in occasione della XVIII Triennale dì Milano, 1992) e compiendo degli interventi musicali in spazi singolari quali La Notte dei Re (nastro magnetico, percussioni e fuochi d’artificio) per le campane delle basiliche di S. Eustorgio, S. Lorenzo e S. Maria alla Vittoria di Milano (per 6 edizioni dal 1985), Concerto sull’acqua, per quaranta zattere musicali, in collaborazione con lo scenografo G. Amadori (1987 e 1988), Fiume di musica, concerto itinerante lungo le sponde del fiume Tevere con gruppi orchestrali su battelli, campane delle chiese, supporti digitali e fuochi d’artificio, con la regia di Daniele Abbado (inaugurazione del Roameuropa Festival nel 1993). Fedele sperimentatore, continua ad investigare le possibilità di una musica “spaziale”, componendo per spettacoli di danza quali La scala del castello di Barbablù in collaborazione con Mastroserio, su coreografie di Luisa Gay e Marcus Williamson (1981), 0 Tzitzeras 0 Mitzeras con coreografie di L. Arcari, E. Monicelli, C. Ragghianti (1982), Solo non Solo per la danzatrice Daniela Schiavone e la coreografia di Luciana Castellani (1992).
E proprio questa sua capacità di far interagire musica ed immagini, colonna sonora e profondità di campo, lo porta a collaborare con Studio Azzurro – per cui scrive le colonne sonore de L’osservatorio nucleare del sig. Nanof, per lyricon, sintetizzatori, percussioni e archi, nel 1984 e La variabile Felsen, per soprano, violino, violoncello e pianoforte, nel 1988 – e con altre produzioni teatrali – quali La camera astratta, in collaborazione con Daniel Bacalov, su progetto di Studio Azzurro e Giorgio Barberio Corsetti del 1987, e Delfi, studio per suono, voce e buio su testi del poeta neoellenico Ghiannis Ritsos con la voce di Moni Ovadia del 1990. Al di là della creazione per questa tipologia di eventi, il terreno prediletto per sperimentare le capacità spaziali del suono resta per Milesi l’installazione (come Primo scavo, in occasione del Festival delle arti elettroniche di Locarno, 1988).
La sua sua formazione musicale, nonché una profonda conoscenza della musica tradizionale gli consente prestigiose collaborazioni, tra cui quelle con Fabrizio De André, in veste di interprete ed arrangiatore, per Le nuvole (1989) e Anime Salve (1995), con Kazufumi Miyazawa per Sixteenth Moon (1997), e con Ligabue per 2 brani di Miss Mondo (1998).
Ha inoltre arrangiato, orchestrato e diretto La Notte della taranta, concerto dedicato alla tradizione salentina del tarantismo, per le edizioni del 1999 e 2000.
Accanto all’attività di compositore ed interprete, pone ormai da diversi anni quella pedagogica, tenendo seminari presso le Università ed i Conservatori nazionali.

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