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Rebecca Murgi


Si forma professionalmente alla London Contemporary School, dove apprende le tecniche di Graham, Cunningham e Limon. Nel 1996 partecipa ad un workshop con Wim Vandejeybus, mentre, iscritta al College of Arts ed all’E.D.D.C. (European Dance Developement Center) di Arnhem in Olanda, prende parte a numerosi stage sotto la direzione di Tony Thatcher, Mary Fulkersin, Stephanie Skura, Eva Karczag, Lisa Kraus – con quest’ultima lavora alla realizzazione di Body of Rain, in collaborazione con l’Ereprijs Orquestra, presentato sia al Teatro H.K.A. di Arnhem che al Maggio ’93 a Parigi.
Prende parte inoltre alla produzione di Addana Borriello (1990), in occasione del festival Inteatro di Polverigi ed è ospite dell’XI festival Internazionale del Teatro.
Lo spettacolo Spread Your Wings, che l’ha vista interprete con la compagnia En-Knap diretta da Izstok Kovac, nell’anno successivo, è stato presentato a Roma, Londra e Lubiana.
Dopo aver creato e danzato l’assolo Magnum Miracolum (1995), realizza con il suo gruppo Focus on L (1996), ispirato a Leonardo Da Vinci e presentato anche a Roma nell’ambito del Romaeuropa Festival (1998). Sempre nel 1996 presenta, a Groningen, la coreografia Soku, realizzata ad Oslo, e Physis, per cinque danzatori e musica dal vivo suonata dal trio Joshua Shamson and the Audible lifestream e composta da Dick Van der Harst.
A queste seguono altre creazioni, tra cui Senza Identità per quattro danzatori (1999), Io sono shake (2001), No words to say per l’austriaco XIDA Group (2002), Hic! (2003) e Fuzzy Time, con le musiche di Bruno De Franceschi (2004).
Parallelamente continua la sua attività di interprete danzando fra gli altri per Valentina Cabro (Aprilfools, 2000), Paola Bartoletti (advilàvapulà, 2000), Isztok Kovac (Perfect Step, 2001) e Giorgio Rossi (Gli Scordati, 2002).
La sua danza tutta ancorata ad un corpo che ha la sua essenza nella concretezza, nella plasticità, nel movimento elastico, dominato, creato, ma soprattutto comunicativo, l’ha resa negli anni una danzatrice ed una coreografa apprezzata per la sua carica narrativa che trascendendo vani sofismi sembra prediligere la costruzione di un messaggio che sia capace di passare dal palcoscenico al pubblico.

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