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Focus on L


Coreografia Rebecca Murgi
Interpreti Rebecca Murgi, Cristina Rizzo
Voce Alessandra Tomassini
Immagini Donatella Discepoli
Musiche originali Francesco Pirro
Disegno luci Paolo Manti
Costumi Stefania Mazzei
Responsabile tecnico Virginia Manoni
Produzione CRT Centro di Ricerca per il Teatro, TEE Teatro Stabile delle Marche
In collaborazione con Associazione Inteatro di Polverigi, Progetto TDE Yard con il contributo dell’Unione Europea (Programma Caleidoscopio), EDDC Arnhem, Die Werkstatt Düsseldorf, Teatro Alfieri di Montemarciano

Ispirato a Leonardo Da Vinci, il duo Focus on L di Rebecca Murgi, che la vede anche interprete al fianco di Cristina Rizzo, racconta, segue ed evoca, in tredici quadri legati insieme a formare una sequenza di immagini in movimento, l’indomita ricerca della verità del geniale scienziato (nell’accezione più ampia che si possa immaginare per questo termine). Le sue macchine, i suoi disegni, l’attenzione al dettaglio come unico elemento capace di generare il tutto (basti pensare ai suo dipinti), in una parola la tensione verso l’alto ancorata però alla terra, sono state traslitterate in una danza del corpo, sono diventate i movimenti, le azioni e le sequenze che lasciano confrontare le danzatrici con la terra ed il cielo, la forza di gravità come quella centrifuga, l’espansione nello spazio ed i dettagli anatomici. E mentre una luce di taglio scolpisce, come disegno in movimento, la rigorosa linea coreografica, immagini proiettate sullo sfondo – generate dalle osservazioni di Leonardo sul volo, sulla natura, sulla gravità -, attrezzi presenti sulla scena e testi di Leonardo recitati fuori campo, creano una straordinaria ed evocativa “danza della scienza”.

REBECCA MURGI
di Francesca Pedroni

Rebecca Murgi, talento in nuce della coreografia contemporanea italiana degli anni Novanta, è una danzatrice dal cui modo di essere in scena traspare, innanzitutto, l’amore per la concretezza. Allergica agli intellettualismi fini a se stessi ed ad una concezione “elitaria” dei codici della danza, Murgi lavora sul corpo con la cura tattile di un’artigiana del movimento, intenta a catturare con segno leggero e rigoroso il cuore delle cose. Complici dieci anni di ginnastica ritmica, Rebecca impara fin da piccola ad allenare il corpo con la caparbietà di uno sportivo. L’attenzione si concentra sulla fisicità del gesto, sul training funzionale all’allungamento e al rafforzamento della muscolatura, sul modo più scientifico di usare gli attrezzi. Approccio diretto allo studio del movimento, al quale resterà legata anche quando, conclusa l’esperienza professionale della ginnastica agonistica, inizierà, a quindici anni, a studiare danza contemporanea. A venti, la svolta è ormai definitiva. Rebecca lascia Ancona per affinare le sue conoscenze sul corpo prima alla London Contemporary Dance School, poi all’European Dance Development Center di Arnhem in Olanda. Una scuola speciale, quest’ultima, strutturata in quattro anni per cicli di laboratorio: l’esperienza sarà fondamentale per la giovane Murgi che ad Arnhem impara a confrontarsi con la contact-improvisation di Steve Paxton, con la tecnica release di Trisha Brown, ma anche con lo studio della musica, del cinema, del video, della tecniche della scena.

Alla scuola olandese nasce il suo primo lavoro, Magnum Miraculum (1995), un assolo nel quale Murgi abbina con humour danza e voce, dialogando con il pubblico grazie a uno stile coreografico che accarezza lo spazio con una qualità di movimento generosa e comunicativa. Il corpo si veste e si sveste, si allunga, si arrotola e srotola sulle parole, non descrivendole, ma rivelandone il cuore emotivo grazie a gesti di pura danza. Se Magnum Miraculum è una sorta di viaggio alla scoperta dell’io che ha già riscosso ottimi riconoscimenti in Italia e all’estero, il successivo Focus on L (1996), ispirato a Leonardo Da Vinci, è un duo che testimonia una padronanza espressiva ed una capacità di montaggio rare in un’autrice al suo secondo lavoro. Il pezzo, danzato in coppia con la graffiante Cristina Rizzo del collettivo di Firenze Kinkaleri, è un saggio di lucidità, nel quale le due interpreti indagano la contemporaneità delle concezioni leonardesche sulla forza, sulla bellezza, sulla natura dell’anima. Il risultato è una coreografia dettagliatissima, che si nutre del rapporto con il video, gli attrezzi della scena, la puntuale partitura musicale di Francesco Pirro, traducendo il nesso tra razionalità e sentimento in coinvolgenti visioni in movimento.

Essenziale e diretta nel suo modo di porsi, Murgi confessa esigenze creative semplici, ma importanti per una svolta verso una maggiore diffusione della giovane danza contemporanea: essere leggibile, dare un tema a ciò su cui si lavora, far sì che la danza crei un dialogo con il pubblico. Esigenze che sono sostrato di una felice poetica di rigore e leggerezza.

(in Catalogo Romaeuropa Festival 1998)

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