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Taraf de Haïdouks


Ballate medievali, danze di influenza turca o bulgara, inflessioni vocali che evocano le origini del popolo tzigano nel sub continente indiano. L’universo musicale di Taraf de Haïdouks non conosce frontiere. Taraf significa orchestra. Quanto agli Haïdouks, sono leggendari banditi giustizieri, vissuti nel Medio Evo, dei quali i musicisti del gruppo raccontano le imprese. Originaria del villaggio rumeno di Clejani, situato a sud di Bucarest, questa dozzina di musicisti tzigani non si era mai esibita fuori dalla Valacchia fino all’uscita del primo album, nel 1991. Da quel momento il loro calore, la stravaganza e la gioia di vivere – generalmente i loro concerti proseguono in sala o per strada – affascinano il pubblico di numerosi festival europei. Tra i personaggi insoliti e coloriti che compongono il Taraf, si ricordano le straordinarie voci di Ionel Manole e Neculae Neacsu. Tra una tournée e l’altra, i componenti del gruppo ritornano a Clejani e al loro stile di vita tradizionale. Essi vivono per e grazie alla loro musica, che scandisce tutti i momenti importanti della vita del villaggio: battesimi, matrimoni, funerali, mietiture. Da sempre queste genti hanno l’intuito del tragico e del ruolo che la musica ha nell’esistenza umana.
Per questa ragione non sarà mai possibile ascoltare la “musica dei morti” in concerto: sottrarre il sacro alla sua funzione originaria sarebbe una profanazione.