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Tenores “Remunnu ‘e Locu” di Bitti


Nati nel 1974, i Tenores “Remunnu ‘e Locu” di Bitti da più di trent’anni esplorano un genere tra i più suggestivi del patrimonio tradizionale sardo, il canto a Tenores. Vincitore in questa categoria del Festival del Redentore di Nuoro per sei anni consecutivi, il gruppo ha presto allargato il raggio delle sue tournées dalla Sardegna all’Italia, fino ad eseguire regolarmente concerti in tutto il mondo, dalla Russia alla Germania, da Cuba agli Stati Uniti, dall’Australia all’Egitto.
Il consenso crescente gli ha guadagnato anche l’attenzione di etnomusicologi di livello internazionale, come Pietro Sassu dell’Università di Potenza, Roberto Ledy dell’Università di Bologna, Bernard Jacop dell’Università di Parigi o Josep Martì y Perez dell’Università di Barcellona: il loro repertorio, infatti, affidato ad un organico di quattro voci, non solo si riferisce fedelmente dalla tradizione antichissima dei canti di lavoro, delle serenate, dei brani religiosi, ma si basa anche su tecniche vocali tramandate oralmente – del resto, nessuno dei Tenores conosce o sa leggere la musica.
La loro formazione attuale comprende Daniele Cossellu, 71 anni, Oche e Mesu oche (voce solista e mezza voce), Mario Pira, 38 anni, Bassu (basso gutturale), Pier Luigi Giorno, 26 anni, Contra (controvoce gutturale), Piero Sanna, 62 anni, Oche e Mesu Oche (voce solista e mezza voce): il canto, che non prevede mai raddoppi né esecuzioni separate, si struttura intorno alla Oche, la quale svolge la linea del canto del testo, sostenuta dal grave del Bassu e del Contra ed intrecciata al falsetto della Mesu oche .
Il fascino ancestrale di queste sonorità ha sedotto anche jazzisti come Lester Bowie o Ornette Coleman, con cui hanno inaugurato una fruttuosa collaborazione, per non parlare del sodalizio con Frank Zappa o Peter Gabriel, che nel 1996 li ha scritturati per la sua etichetta Real World, pubblicando l’album S’amore e mama (L’amore di mamma) e consentendo loro un’ampia distribuzione internazionale.
Tra gli altri album si ricordano Rumanzesu (1993), Ammentos (1996), Intonos (2000), mentre grande diffusione ha avuto il documentario Alle radici della musica sarda – La storia dei Tenores di Bitti, dell’Associazione Culturale Sarda Humus, realizzata col patrocinio della Regione Sardegna. La loro attività concertistica continua intanto in molte piazze internazionali, accompagnata da riconoscimenti prestigiosi come il Premio Sardegna, il Premio dell’Università di Gottingen, in Germania e la Medaglia d’Oro alla carriera assegnata nel 2003 durante la trasmissione televisiva “Sardegna Canta”.

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