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Tenores "Remunnu 'e Locu" di Bitti

Canto a Tenores


Interpreti Daniele Cossellu (Oche e Mesu Oche, voce solista e mezza voce), Tancredi Zucconi (Contra, controvoce gutturale), Mario Pira (Bassu, basso gutturale), Piero Sanna (Oche, voce solista)
Durata 60 minuti

I Tenores “Remunnu ‘e Locu” di Bitti sono una delle realtà più vitali e affascinanti della musica tradizionale italiana, interpreti di quel canto a Tenores che dalla Sardegna hanno saputo esportare all’estero: il loro approdo al Romaeuropa Festival, nella cornice particolarmente congeniale del Teatro di Ostia Antica, coincide infatti con l’uscita dell’album S’amore e mama (L’amore di mamma), inciso per la prestigiosa Real World di Peter Gabriel, che proprio in questa occasione ha messo per la prima volta sotto contratto degli artisti italiani.
Già collaboratori di personaggi del calibro di Lester Bowie e Ornette Coleman, adorati dallo stesso Frank Zappa, i Tenores di Bitti propongono una musica di grande suggestione, che si affida unicamente a quattro voci ed attinge al patrimonio tradizionale dei canti di lavoro, delle serenate, dei brani religiosi. Nessuno dei quattro interpreti (Daniele Cossellu, Tancredi Zucconi, Mario Pira, Piero Sanna) conosce o sa leggere la musica, che esegue ad orecchio con l’unica guida di un patrimonio di tecniche che si tramanda oralmente di generazione in generazione.

Rassegna stampa
“Che cos’è che rende tanto affascinante un canto così antico e che richiede tra l’altro un notevole sforzo delle corde vocali?
Da un punto di vista tecnico la voce solista, quella di Piero Sanna, intona il canto seguendo melodie onomatopeiche ispirate alla mimesi con i suoni della natura, “sa contra”, Tancredi Zucconi e “su bassu”, Mario Pira, delineano il tessuto nell’accompagnamento, mentre la “mesu oche”, Daniele Cossellu, ha il compito di amalgamare le diverse parti. Questo gioco di voci è animato da un’incalzante vivacità ritmica e da una sorprendente varietà di suoni e di timbri. Addirittura mirabile è la precisione dell’attacco.
Nella sua unicità quello dei Tenores di Bitti è il canto orgoglioso di una storia antichissima, la storia dell’uomo che ha imparato a dar voce ai suoni della natura”.
(Paolo Biamonte, La Sardegna alla corte di Gabriel, la Repubblica, 23 luglio 1996)

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