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Terre Thaemlitz


Musicista, produttore e proprietario dell’etichetta Comatonse Recordings, il suo lavoro riflette e si confronta con temi relativi all’identità nelle sue varie declinazioni, dal genere alla sessualità, dalla classe sociale al linguaggio e all’etnia.
Nato nel Minnesota nel 1968, Thaemlitz ha iniziato a suonare come dj nei club della comunità transessuale di New York sotto lo pseudonimo DJ Sprinkles, nome che usa tutt’ora per le serate Deeperama che conduce ogni secondo venerdì del mese al Club Module di Tokyo, città nella quale vive da alcuni anni. Il suo primo album, Tranquilizer, risale al 1993, mentre nel 1995 ha inciso Web in collaborazione con Bill Laswell. Il 1997 ha segnato l’inizio del progetto Rubato, una serie di assoli di pianoforte neo-espressionisti che rendono omaggio alle bands techno-pop degli anni Settanta. I primi tre capitoli sono ispirati alle musiche dei Kraftwerk, di Gary Numan e dei Devo, ognuno accompagnato da un’analisi femminista del lavoro di questi artisti. Couture Cosmetique (1997), suo primo album prodotto interamente attraverso la sintesi digitale, presentava un’analisi della relazione esistente tra il transgenderismo e le tecniche di campionamento audio, entrambi visti come mezzo per la riappropriazione e ricontestualizzazione di diversi significanti culturali.
Nel 1998 Thaemlitz trova un partner ideale nell’etichetta Mille Plateaux, con la quale pubblica una serie di lavori concepiti come approfondimento su temi specifici: nascono così Means to an End (1998), che ipotizza varie strategie di produzione di musica politica, Love for sale: Taking Stock in our Pride (1999), serrata critica del fenomeno della pink economy come correlato all’istituzionalizzazione sociale degli stili di vita gay e lesbici in opposizione alle realtà anti-essenzialiste Queer e transgender, e Interstices (2000), che pone specifiche tecniche compositive in parallelo con concetti di interstizio (o spazio) tra genere, orientamento sessuale e altre costruzioni sociali dell’identità.
Dopo aver collaborato con l’ensemble berlinese Zeitkratzer, che ha trascritto per strumentazione da camera brani del suo album Fagjazz, l’artista lavora a Lovebomb, un’analisi dell’amore come meccanismo culturale, come mezzo per giustificare e rendere possibili atti di violenza altrimenti inaccettabili; un percorso raccontato attraverso la musica e le immagini, con esempi che si snodano dalla violenza domestica all’intolleranza etnica, dal parallelismo tracciato con i proclami del Futurismo italiano ai linciaggi dei neri nell’America di quegli anni, per concludersi con la sua personale esperienza di vittima dell’omofobia.

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