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Tony Palmer


Con oltre un centinaio di titoli all’attivo, l’inglese Tony Palmer è probabilmente il regista cinematografico che più ha dedicato, quasi consacrato, la sua attività alla musica, realizzando ugualmente documentari e fiction ed esplorando con la stessa sensibilità il mondo del rock e della musica classica. Se è vero, comunque, che al rock deve i suoi primi passi, con opere dedicate a Beatles, Cream, Jimi Hendrix e Frank Zappa (il celebre 200 Motels), sono i lavori successivi, con protagonisti i grandi della musica classica e del novecento, che gli hanno conferito una grande notorietà internazionale. La fiction televisiva Wagner, con Richard Burton, Laurence Olivier e Vanessa Redgrave, gli procura infatti una grande popolarità, rinnovata dal documentario Maria Callas, girato nel 1987 a dieci anni dalla morte della soprano. Seguono pellicole dedicate a Benjamin Britten (A Time There Was), a Stravinskij (realizzato all’interno dei festeggiamenti per i cento anni della nascita del musicista), a Sostakovic (Testimony, 1988, Ben Kingsley protagonista), a Händel (God Rot Tunbridge Wells), a Brahms (Brahms and the Little Singing Girls).
All’attività registica – che gli ha procurato un gran numero di premi, dai due Prix d’Italia a ben 10 Gold Medals del New York Film & Television Festival – Palmer ha sempre affiancato il lavoro di critico musicale per testate prestigiose come “The Observer”, “The Times”, “The New York Times”, “The Spectator” e “Life”.
Il suo ultimo lavoro da regista risale al 2002, Renée Fleming, un documentario sulla celebre soprano americana.