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Luca Archibugi, Rita Tamburi

Amor Proprio


L’esplorazione della possibilità di un teatro di poesia, promossa da questa edizione del Festival, continua con un testo di Luca Archibugi, che già nel 1979 ha visto il suo Se le parole avessero un sesso messo in scena a Roma e Milano. La rappresentazione di Amor Proprio, un breve atto unico, è firmata da Rita Tamburi ed è probabilmente uno degli incontri più riusciti dell’esperimento drammaturgico promosso dal Festival: Archibugi possiede infatti la sensibilità necessaria per fare teatro di poesia giocando proprio sull’assenza di poesia, rinunciando cioè al linguaggio “alto” e attingendo ad un repertorio quotidiano, spoglio, maggiormente recitabile, ma non per questo meno evocativo.
La situazione di partenza permette inoltre un vitale dinamismo scenico: Ernesto e Giulia, i due innamorati protagonisti, dopo una lunga separazione hanno appuntamento in un caffè, ma una serie di equivoci rocamboleschi ne impedisce continuamente l’incontro. Questa irraggiungibilità sancisce la doppia accezione di “amor proprio”: l’amore che rivendica l’amato come proprietà, destinato ad una inevitabile frustrazione, e l’amore come qualcosa che appartiene soltanto all’anima di chi ama.

Rassegna stampa

“L’amor proprio non è che una chimera (platonismo e chimera: ecco due termini che rimandano alle origini poetiche di questo teatro): il protagonista di Archibugi fa il duro, “prova” atteggiamenti spavaldi. Ma la sua è una durezza “europea”, analitica, possibilista, tarlata dall’indecisione: Ernesto – ma anche, più morbidamente, Giulia – è invischiato in una trappola sentimentale da cui pretende di uscire attraverso lo sbriciolarsi del sentimento: smarrito nel gioco del qui pro quo, inerme di fronte al peso di un passato innominabile. […] Va sottolineato che l’atto unico di Archibugi ha una sua sostanziale efficienza quale copione. E che dunque, allestito con senso del ritmo dalla Tamburi, ha prodotto uno spettacolo godibile, veloce, lieve come una canzone, e, nella sua nascosta amarezza, fin divertente […]”.
(Giovanna Zucconi, Poeti da palcoscenico, Paese Sera, 5 luglio 1986)

Crediti

Testo Luca Archibugi
Regia Rita Tamburi
Organizzazione Marilisa Amante/Teorema
Interpreti Remo Girone, Almerica Schiavo, Giacomo Piperno