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Groupe de Recherche Chorégraphique de l'Opéra de Paris

Beethoven and Boothe; Gifts; Pas de Deux; La


Primo di due appuntamenti con il Groupe de Recherche Chorégraphique de l’Opéra de Paris, la compagnia francese interna all’Opéra che si occupa esclusivamente di repertorio contemporaneo, il balletto, che inaugura di fatto questa edizione del Festival e il neonato auditorio da 1.200 posti costruito in Villa Medici, porta alla ribalta tredici giovani danzatori ed una selezione di coreografie di alcuni fra i migliori talenti della scena attuale, come David Gordon, Susan Marshall, Jacques Garnier, François Verret. Legati alla giovane età degli interpreti, capaci in ogni caso di temperare la propria esuberanza con un deciso controllo del gesto, i temi delle diverse coreografie sembrano attingere alla vitalità e alle contraddizioni del mondo adolescenziale, e mentre il gioco tra sogno e vita quotidiana, l’incertezza e la speranza del futuro ed i momenti fugaci di incontro e di abbandono tra i corpi raccontano, con il linguaggio del corpo, le molte storie di giovani vite, la scena, dichiaratamente astratta, si offre come sfondo sul quale i corpi dei danzatori compongono una sorta di opera d’arte visiva, fatta di suggestioni, spunti, intuizioni emotive.


Rassegna stampa

Beethoven Boothe di David Gordon, rappresenta senza dubbio il punto di forza dell’intera prima serata, per il resto un poco scialba. Composizione limpidissima, riassume con semplicità – e con un’eleganza priva di qualsivoglia ostentazione didascalica – i punti fondamentali del post-modernismo, una delle più fruttuose direzioni di ricerca della coreografia americana nel periodo a cavallo fra la fine degli anni Sessanta e il principio degli anni Settanta, influenzata dalle ideologia libertarie di quegli anni. Linearità dell’esposizione, ricerca sul gesto e sul movimento quotidiano, assoluta parità e libertà di combinazione fra il linguaggio danzato e quello del movimento non danzato, integrazione degli elementi sonori e scenografici nel tessuto stesso della composizione […]. Questi gli elementi del post-modernismo presenti nell’opera di Gordon. Beethoven Boothe è in questo senso un piccolo capolavoro di chiarezza espositiva”.
(Donatella Bertozzi, Cartina di tornasole il lavoro di Gordon, Il Messaggero, 26 giugno 1987)

Crediti

BEETHOVEN AND BOOTHE
Musica Ludwig van Beethoven
Coreografia David Gordon

GIFTS
Musica Robert Schumann, Charles-Marie Widor, Camille Saint-Saëns
Coreografia Susan Marshall

PAS DE DEUX
Musica Anton Webern
Coreografia Jacques Garnier

LA
Musica Ghédalia Tazartes
Coreografia François Verret, Rigout, Monnier, Koren, Nadj

Compagnia Groupe de Recherche Chorégraphique de l’Opéra de Paris
Interpreti Florence Lambert, Jean-Claude Ciappara, Jean-Hughes Tanto, Fabienne Ozanne, Renaud Fauviau, Pascale Ferrari, Martine Clary, André Lafonta, Olivier Ageorges, Katia Grey, Jean-Cristophe Pare, Marie-Eve Edelstein, Anne Pruvost

Produzione in collaborazione con E lucean le stelle e il Centro Ricerche Spettacolo Il Labirinto

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