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Compagnia Emile Dubois

Daphnis et Chloé


Il secondo spettacolo portato in scena dalla Compagnia Emile Dubois in questa edizione 1987 del Festival si ispira liberamente a Daphnis et Chloé di Maurice Ravel, che nei primi anni del Novecento aveva tentato senza risultati la via al Prix de Rome. Commissionatogli originariamente da Sergej Diaghilev per i Ballets Russes, Daphnis et Chloé (1912) ha continuato a vivere negli anni attraverso le numerose versioni coreografiche che si sono succedute. Nella rivisitazione che ne fa Jean-Claude Gallotta, un posto di rilievo occupa Henry Torgue che al pianoforte, dal palcoscenico medesimo, esegue (e rielabora) dal vivo la partitura, restituendole l’andamento percussivo e ipnotico caro al compositore francese, che per questa creazione si era abbandonato sapientemente alla volontà di costruire ed evocare atmosfere.
La vicenda che fa parte della mitologia classica (il pastore Dafni vede la sua sposa rapita dai pirati e quindi restituitagli grazie ad un miracolo del dio Pan) impegna la Compagnia Emile Dubois per soli tre elementi, tra cui lo stesso Gallotta: il risultato è – come spesso accade nelle creazioni del coreografo – a metà strada tra la clownerie e la provocazione, anche se il tema trattato (l’impossibilità del congiungimento amoroso) sembra conferire a quest’opera un intimismo ed una delicatezza nuovi, una sorta di malinconia sincera che ne stempera l’ironia di sempre.

Rassegna stampa

“Questo balletto del trentaseienne Gallotta ci ha rincuorato nei confronti delle nuove tendenze della danza europea. Abituati oramai a sorbirci spettacoli di sedicente danza pesanti e monotoni, pregni di citazioni gestuali oscure ed inutili e, quel che è peggio, accompagnati da stridori orrendi, era da tanto che non ci capitava di divertirci ad una rappresentazione di nuova danza.
Lo spettacolo a Villa Medici ha costituito l’eccezione alla regola. Innanzitutto graditissima la sorpresa riservataci dalla musica per pianoforte di Henry Torgue, interpretata sul palcoscenico dal compositore, piena di note magicamente ghiribizzose à la Satie. Daphnis et Chloé è stata una rivelazione, date le premesse che ne aveva fatto il coreografo durante la conferenza stampa. Presentandosi a noi come un “quidproquo” (“la mia non è danza e non è nemmeno teatro. È un métissage che subisce la contaminazione di tutte le altri arti”), non sapevamo bene cosa aspettarci dal suo balletto. E invece, a nostro modesto avviso, il lavoro di Gallotta è Danza, anche se non nel senso tradizionale della parola […]”.
(Simonetta Allder, Danza con triangolo, L’Umanità, 12 luglio 1987)

Crediti

Coreografia Jean-Claude Gallotta
Musica Maurice Ravel, Henry Torgue
Ensemble Compagnia Emile Dubois
Interpreti Henry Torgue (pianoforte), Mathilde Altaraz, Jean-Claude Gallotta, Pascal Gravat
Produzione in collaborazione con E lucean le stelle e il Centro Ricerche Spettacolo Il Labirinto

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