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Berliner Philharmoniker

Concerto in onore del Presidente della Repubblica


Il concerto in omaggio al Presidente della Repubblica, Francesco Cossiga, è stato un ricco viaggio attraverso le partiture per per violoncello, scritte fra il Settecento ed il Novecento.
Protagonisti ne sono stati i dodici violoncellisti del Berliner Philharmoniker di Berlino – gruppo formatosi nel 1972, in occasione della registrazione per la radio austriaca dell’Hymnus di Julius Klengel, riproposto in questa serata.
Il programma si è aperto con la Sonata a due chori di Antonio Bertali, Maestro di Cappella alla Corte di Vienna dal 1649, la cui copiosa produzione è quasi completamente perduta. Al Trio in re maggiore per baryton (strumento ad arco con corde, oggi scomparso) di Haydn, sono seguite la composizione di Klengel, i tre pezzi di Boris Blacher Blues, Espagnola e Rumba philarmonica, commissione dell’ensemble tedesco, e la Bachianas brasileiras n. 1 di Villa-Lobos, nata per un’orchestra di violoncelli ed ispirata alla musica di Bach.
Ha chiuso la serata, con un bis inatteso, l’esecuzione di Yesterday dei Beatles, riscritta per questo straordinario strumento.

Ensemble Berliner Philharmoniker (dodici violoncelli)
Musica Antonio Bertali (Sonata a due chori), Franz Joseph Haydn (Trio in re maggiore), Julius Klengel (Hymnus), Boris Blacher (Blues, Espagnola, Rumba philarmonica), Heitor Villa-Lobos (Bachianas brasileiras n. 1)

 

Rassegna stampa

“Il concerto non era né facile né consueto, per l’organico assai raro degli interpreti: dodici violoncelli senz’altri strumenti. È vero che il violoncello col suo registro assai ampio offre molte possibilità ma un’orchestra di soli violoncelli corre il rischio di apparire alquanto monotona non potendo giocare, per vivacizzarla, sulle diversità di timbro dei vari strumenti. Tuttavia va tenuto conto che la sua scrittura è su tre chiavi: di basso per il registro grave, di tenore per il medio, di violino per l’acuto, e il gruppo, nel trascrivere i pezzi originali, ha cercato di sfruttare al massimo tali possibilità utilizzando uno dei registri per il canto, l’altro per gli arabeschi, l’altro ancora per l’accompagnamento”.
(Landa Ketoff, Gran concerto al Quirinale per i violoncelli dei Berliner, la Repubblica, 4 luglio 1991)

“Certo, le ondate dei suoni che scaturivano dalla trascrizione della Sonata a due chori del compositore veronese seicentesco Francesco Bertali avevano inizialmente una loro suggestione che tuttavia si attutiva col procedere della musica; garbato ma un tantino stucchevole il secondo brano, anch’esso una trascrizione, di Haydn, un trio, con baryton, strumento ad arco con corde di risonanza oggi scomparso. In generale più convincenti le composizioni originali venute dopo: l’Hymnus (1920) del compositore tedesco Julius Klengel, che sembra serbare qualcosa dell’atmosfera del wagneriano Siegfried-Idyll rivisto attraverso una densità di scrittura straussiana. Dalle sonorità ora lamentose, ora aspre e metalliche, ma efficaci, il Blues di un altro tedesco, Boris Blacher, seguito da un’Espagnola in un’orgia di pizzicati e da una stralunata Rumba philarmonica col ritmo di danza battuto sul legno dello strumento. Infine, due movimenti dalla prima delle Bachianas brasileiras di Heitor Villa-Lobos, che pur nella loro gradevolezza hanno confermato la scarsa conciliabilità dello spirito bachiano con l’esile melodismo di certi ritmi brasileri”.
(Alfredo Gasponi, Concerto al Quirinale ma solo per violoncelli, Il Messaggero, 3 luglio 1991)

“Entusiasmante i ritmi del Blues, della Espagnola e della Rumba di Boris Blacher, composti proprio per i Dodici. In un crescendo di “pizzicato” andaluso, i violoncelli hanno descritto memorie del folclore iberico. Per passare, poi, alle suggestioni brasiliane di Heitor Villa-Lobos che, come Bartók, fonde canti popolari alle note del violoncello. […] Applaudito, l’ensemble ha concesso un bis inatteso: il brano Yesterday dei Beatles, la formazione moderna che ha fatto ricorso al violoncello in tanti celebri brani. Il talento musicale e interpretativo del gruppo della Filarmonica di Berlino ha saputo offrire una rilettura godibile”.
(Donatella Papi, I Berliner sul colle, Il Giornale, 2 luglio 1991)

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