Eco

Light

Eco

Light

Torna su
Cerca ovunque |
Escludi l'Archivio |
Cerca in Archivio

Trackmark / TSE / Alexandre Bellenger / DDamage / Dj Jonas Bering / Fat London

Batofar: la scène du dehors


Photo © Piero Tauro

Batofar è un battello ormeggiato sulla Senna, interamente ristrutturato e trasformato in sala di spettacoli. Ma è anche il nome di un collettivo di programmatori e curatori multidisciplinari attenti alle forme artistiche urbane, il cui territorio è popolato da musicisti, dj, vj, performers e artisti dalla provenienza più disparata. Invitato a partecipare al Festival in occasione del gemellaggio fra Parigi e Roma, lo staff del Batofar ha proposto un evento a partire dalla flânerie parisienne, quello speciale modo di passeggiare senza meta, guardandosi intorno e lasciandosi guidare dalle suggestioni dei luoghi, raccontato mirabilmente da Baudelaire e da Walter Benjamin. Sensibili alle contaminazioni e agli innesti, gli artisti selezionati dal Batofar vedono infatti nella città una tela di sfondo, un paesaggio dalle molteplici suggestioni, ma soprattutto vi trovano il filo rosso per un vagabondare fra forme artistiche diverse, grazie al quale svelare il fermento dell’immaginazione contemporanea. Proiezioni, concerti, installazioni sonore e visive, immagini elettroniche contribuiscono a generare quella circolazione degli stili che restituisce in pieno l’effervescente atmosfera culturale del battello.

Musica live Trackmark (ambient electronica),TSE (micro-dub e techno), Alexandre Bellenger (improvvisazioni su sintetizzatore analogico), DDamage (duo hard, noise electro),
Dj Jonas Bering (minimal house, techno), Fat London (drum’n’bass)
Performance Scoli Acosta, Qubo Gas
Installazioni Eric Hattan (Béton liquide), François Nougies (Tien an men bus), Nicolas Moulin (Vider Paris), Cécile Paris (La balayeuse), Dominique Petitgand (installazione sonora)
Film sperimentali Yann Beauvais (Enjeux, I983, 5’30), Stan Brakhage (The dead, 1960, 11’00), Stefano Canapa (Promenaux, 2000-01, 12’20), Pip Chodorov (Fin de Si”Cle. Paris at the turn of the 21st Century, 1996, 5’00), Henri Chomette (Jeux des reflets et de la vitesse, 1923-25, 6’00), Hy Hirsh (Défence d’afficher, 1958-59, 8’00), Jakobois (Pluie de roses. A rose lowder, 1984, 3’20), Jacques Monory (Ex, 1969, 4’00), Nicolas Rey (Terminus for you, 1996, 10’00)
Scenografia Olivier Achez

Produzione Associazione Made in Boat. Progetto realizzato nell’ambito del gemellaggio Parigi-Roma con il sostegno dell’Ambasciata di Francia

 

BATOFAR
di Julie Demuer

Batofar è un autentico battello faro riabilitato e trasformato in impianto culturale pluridisciplinare. Ormeggiato sulla Senna a Parigi è diventato, in quattro anni di esistenza, uno dei maggiori poli di quella ricerca artistica che si muove fra le arti elettroniche e le nuove forme espressive che facilmente valicano i confini disciplinari. Ibrido, in voluta oscillazione fra circolo e laboratorio, articola nella sua programmazione quotidiana forme sperimentali e forme più festose, tentando di far uscire dai propri confini tanto i generi quanto il pubblico.

Interrogando la città contemporanea, il battello punta il suo faro due volte l’anno in direzione di un’altra metropoli straniera e propone un percorso soggettivo di scene indipendenti e sperimentali, attraverso l’incontro dei suoi artisti, dei suoi attori, delle sue dinamiche.
La nona edizione del festival “Batofar cherche…”, dopo le precedenti tappe a Berlino, Tokyo, Vienna, Budapest e in alcuni paesi nordici, sarà dedicata all’Italia, con attenzione particolare per le scene romane. Circa cento artisti italiani, musicisti, videoartisti, cineasti, performers, saranno accolti a bordo del battello nel dicembre 2002.

La collaborazione con il Romaeuropa Festival apporta una dimensione supplementare a questo scambio con l’Italia.
Ad immagine del lavoro effettuato nel quotidiano e nel quadro delle sue stagioni internazionali, Batofar desidera promuovere all’estero artisti francesi rappresentativi delle proposte artistiche contemporanee, ma non ancora internazionalmente conosciuti.
La programmazione presentata a Romaeuropa unisce varie discipline all’incrocio delle arti elettroniche e dell’arte contemporanea, invitando alla scoperta della giovane scena elettronica francese, al di là di alcune figure emblematiche del “French touch”.

Affrontando il tema dell’urbano, la programmazione investirà il Brancaleone nella sua totalità, analizzandolo e percorrendolo come una città da scoprire. In questa deambulazione parigina attraverso le proposte di artisti che a loro volta interrogano lo spazio urbano, lo spettatore sarà invitato, nell’arco di tempo di una serata, a diventare il flâneur di una città complessa e inquietante, ma anche di visioni artistiche critiche e contrastate.

DA PARIGI: MUSICA LIVE, DJ, PERFORMANCE, INSTALLAZIONI, CINEMA SPERIMENTALE

Il Brancaleone sarà occupato per una notte intera. Una notte che sarà anche un viaggio: la scoperta o riscoperta di un luogo che diventa un nuovo modo di sentire e vedere.
In altre parole, Batofar proporrà una esplorazione attraverso il cinema, la musica live, la performance e le installazioni.

Cinéma Expérimental, ovvero “Errances et déambulations parisiennes”, è una selezione di film dedicati a Parigi e alla flânerie per le sue strade, ed è presentata dal Light Cone, l’associazione creata nel 1982 da Yann Beauvais e Miles McKane che distribuisce, promuove e salvaguarda il cinema sperimentale in Francia e all’estero. Una occasione per scoprirne tutte le forme e per conoscere le creazioni dei giovani cineasti parigini.

Non mancherà la live music: Trackmark, marchio sotto il quale si mescola la musica “fatta in casa” con quella elaborata al computer, proporrà per l’occasione un avvicinamento cinematografico fra suono e ambient electronica. TSE, con le sue voci filtrate in suoni di diversa origine, ricreerà sul posto un’atmosfera fra il sonno e la veglia. Alexandre Bellenger, chitarrista e artigiano del disco – sia esso digitale o vinile-, eseguirà improvvisazioni su tessuto sonoro. I Ddamage, ovvero i fratelli Hanak, nati nella musica industriale, nell’electro rock e nell’hip hop, proporranno invece strutture sonore e breakbeat.
Ci saranno poi i Dj Jonas Bering, della minimal house e techno, che combina gli effetti delle tastiere analogiche con la batteria e le manipolazioni in studio dei suoni, e Fat London, ovvero Jo Addington, che miscela drum’n’bass con influenze raggae, breakbeat e hip hop.

Fra le performance, Qubo Gas e Scoli Acosta. Qubo Gas è una sigla sotto la quale un gruppo di tre artisti multimediali propone un universo grafico all’incrocio fra astrazione e immagini figurative: le opere uniscono immagini digitali e collage animati. Numerose sono le loro collaborazioni con i gruppi electro. Presenteranno due performance, Vanty pup e Baover Tit. Scoli Acosta è narratore, inventore e musicista, influenzato sia da Fluxus che dal movimento punk. È arrivato a Parigi nel 1999 con un testo di Gérard de Nerval in tasca, e proprio sulla figura dello scrittore malinconico errante ha elaborato la maggior parte delle sue installazioni e creazioni nelle quali miscela immagini, oggetti, volti, coincidenze.

Lo spazio infine sarà occupato dalle installazioni di Eric Hattan, fotografo e videoartista svizzero che utilizza la videocamera come un taccuino visivo attraverso il quale prendono vita le sue osservazioni della città; di François Nouguies, che propone con Tian an Men Bus una riflessione sull’azione della videocamera nello spazio pubblico e privato a partire dal suo utilizzo come mezzo di sorveglianza; di Nicolas Moulin, che lavorando fra fotografia e video svuota i luoghi più affollati della città, proponendo una percezione dello spazio occupato da ciascuno spettatore; di Cécile Paris, che con La balayeuse crea una azione in cui ogni elemento perde la propria fisicità: invertendo due azioni e sovrapponendole, ogni certezza scompare; e infine di Dominique Petitgand, musicista, poeta e scultore sonoro che con una installazione ed una performance sonora si presenta come un “falsario del quotidiano”: taglia e rimonta frammenti da conversazioni private restituendole sotto forma di cinema senza immagine.

(in Catalogo Romaeuropa Festival 2002)

  • Per migliorare la tua navigazione sul nostro sito, utilizziamo cookie ed altre tecnologie che ci permettono di riconoscerti.