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Yamada, Shirakawa, Kuroda, Kasai, Yamazaki, Umeda

J-Dance 07 Special Edition


Photo © Piero Tauro

E’ meglio espirare profondamente che inspirare. Respirare profondamente con l’addome per un lungo respiro equivale ad una lunga vita.. Così recita un proverbio giapponese e questa sembra essere anche la promessa espressa dal “Japan Dance Special”.

Lo spettacolo di danza in programma al Teatro Palladium di Roma in prima nazionale presenta sei a solo di diversi artisti articolati in due serate, una al femminile e una al maschile, e nasce per celebrare il decennale della Maison de la Culture du Japon à Paris, ed è un richiamo ai rapporti culturali del paese del Sol Levante con l’Occidente.

Fedele alla sua illustre tradizione, il Giappone nel tempo ha sviluppato una capacità di ricevere e metabolizzare sempre più velocemente istanze esterne: una delle manifestazioni più eclatanti di questa attitudine è stata l’esplosione nel 1959 del butô, danza complessa e multiforme che fondeva in modo nuovo tradizioni autoctone ma in parte anche occidentali.

Nell’affiancare esponenti di tre generazioni di danzatori, le due serate trovano punto di partenza privilegiato in questa forma, che ricomprende coreografia, recitazione, movimento e teatro: al butô sono particolarmente vicini Akira Kasai, allievo di Tatsumi Hijikata e Kazuo Ohno i fondatori del genere, e Setsuko Yamada. Esuberante, teatrale, celebre per saper impersonare figure e personaggi diversissimi, Kasai è stato il maestro di Yamada, una danzatrice e coreografa di grande espressività e di particolare apertura culturale, che la ha spinta a lavorare in paesi come la Corea con gruppi tradizionali e contemporanei.

Alla seconda generazione appartengono Kota Yamazaki e Mika Kurosawa, contrassegnati da un’ulteriore apertura a stimoli disparati: nel caso di Kurosawa, una figlia d’arte, ha contato una vena sperimentale e underground; per Kota, invece gli interessi si sono indirizzati verso culture lontane come quella africana, per una danza scorrevole e fluida.

Con la generazione ultima di Ikuyo Kuroda e Hiroaki Umeda la cifra diviene ancora più cosmopolita: formatasi tra Giappone, Gran Bretagna e Francia, Kuroda l’attività di danzatrice, in questa veste è spesso ospite di compagnie europee, e quella di coreografa -suo è infatti il solo che presenta in questa occasione. Nella danza di Kuroda, inquietante miscela di contemporaneo e hip hop, acquistano un ruolo protagonista anche la dimensione luminosa, il video, il suono digitale, palesando la connessione culturale e creativa tra Giappone e alta tecnologia.

© Arte.it
© Foto Piero Tauro

Crediti

coreografie di Setsuko Yamada, Naoko Shirakawa, Ikuyo Kuroda, Akira Kasai, Kota Yamazaki, Hiroaki Umeda

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