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Paul-André Fortier

Solo 30×30


Photo © Piero Tauro

Ideazione, coreografia e danza Paul-André Fortier

 

Riuscirà Paul-André Fortier ad infrangersi contro la routine millenaria di una delle piazze più romane di Roma? Il danzatore-coreografo canadese arriva a San Lorenzo in Lucina con «Solo 30×30», un esperimento che ha già portato in altre piazze del mondo e che funziona così: ogni giorno alla stessa ora per un mese da domani, venerdì 9 fino a sabato 8 dicembre, dalle 12.30 all’ una, l’ artista improvvisa una coreografia che viene sempre modificata a contatto con il pubblico, con le reazioni dei passanti, degli spettatori ai quali viene proposta in un orario ad altissima densità di pubblico eventuale fra negozi, uffici in pausa pranzo, palazzi della politica. Lo spettacolo arriva a Roma come secondo appuntamento – di danza, fra i tanti di ottima danza di questa edizione – del Romaeuropa Festival, ed è già stato rappresentato in città di mezzo mondo, da Nancy, a Montreal, da Tokyo a Londra. L’ intenzione è creare un moto di interazione fra la città e l’ artista, fra il muoversi di un danzatore in uno spazio preso dalla vita di tutti i giorni e i significati della coreografia contemporanea sempre più concentrata in direzione dell’ astrazione. Ma è chiaro che Roma è un’ altra storia, non c’ è Londra o Tokyo che tenga. Anche come scenario urbano, piazza San Lorenzo in Lucina non è un posto neutro o qualunque, se poi si pensa che è lì che Augusto fece erigere l’ Ara Pacis, più o meno dove oggi si staglia la meravigliosa facciata della chiesa che le dà il nome, dove si raccolgono in preghiera prelati e potenti, se si guarda e si riconosce uno dei “salotti di Roma”, pieno di bar e tavoli all’ aperto, dove sfilano volti noti e gente qualunque, turisti e frotte di romani che è sempre molto difficile stupire. In totale saranno quindici ore di spettacolo che secondo l’ artista significano «novecento minuti di intimità con una città», «una sfida effimera e pericolosa, a guardare e decidere se tirare dritto per la propria strada oppure prendersi il lusso di fermarsi», dice ancora il coreografo canadese che ha invitato Emiliano Campagnola a filmare la performance di domani che sarà poi proiettata al Teatro Palladium domenica 9 dicembre alle 17. Aggiunge Fortier: «In questo caso il danzatore si attende la presenza del pubblico, ma non aspetta nessuno. Lo troverete senza cercarlo». è uno spettacolo a ingresso libero, e finalmente senza prenotazione obbligatoria. In giro per il mondo, Fortier ha danzato sui tetti degli edifici a Nancy e sul Millennium Bridge a Londra: la sua esperienza con la danza è cominciata ormai oltre 25 anni fa, nel 1973 quando era professore di letteratura e teatro nel suo paese. Inizia come interprete nel gruppo Nouvelle Aire insieme con édouard Lock (proprio in questi giorni in scena al Teatro Olimpico sempre per il Romaeropa) e da lì si incammina per una lunga carriera di coreografo con una propria compagnia già dal 1981; la Fortier Danse-Création è sempre attenta al rapporto con il pubblico e, per la formazione del suo fondatore, agli aspetti pedagogici della danza. Nel mondo le reazioni sono sempre state favorevoli. A Roma la scena è pronta da tempo, da domani a mezzogiorno arriva anche Fortier.

 

© Francesca Giuliani – La Repubblica

@ Foto Piero Tauro

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