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Akram Khan

Third Catalogue


Photo © Piero Tauro

Volteggia, scandisce i movimenti su quelle percussioni ossessive come volando, dentro un ritmo e una vitalità di un altro tempo, di un altro mondo. Chi ha visto una volta Akram Khan, non può dimenticarlo. E a Roma il coreografo londinese – apprezzato nel Regno Unito come un’ autentica superstar della danza – è approdato grazie al Festival Romaeuropa che lo porta di nuovo qui, all’ Auditorium Conciliazione a cura della Filarmonica per un doppio appuntamento domani, mercoledì 14 novembre e giovedì 15, prima da solo poi insieme a Sidi Larbi Cherkaoui, belga di padre marocchino. Apre domani Third Catalogue, episodio finale della trilogia sui miti indù caratterizzata dalla sua personalissima modalità coreografica basata sul kathak, antica danza dell’ India del Nord. Khan porta in scena le vicende di un eroe del Mahabaratha che, ancora nel ventre della madre apprende come raggiungere l’ inespugnabile falange dei guerrieri dell’ esercito avversario, dove si perde, combatte ma alla fine esce vincitore. è una narrazione di lungo respiro, tra pause e crescendo, realizzata con l’ accompagnamento di musicisti in scena e al suono più essenziale dei sonagli che porta legati alle caviglie. Campionario di danza khatak, Third Catalogue è diviso in due parti, la prima composta da una serie di assolo di Khan, la seconda con una coreografia più tradizionale indiana a cura di Kumudini Lahia, tra i maggiori artisti indiani del genere.

© Francesca Giuliani – La Repubblica

© Foto Piero Tauro

 

 

 

Crediti

Direzione artistica e danza Akram Khan
Musicisti Partha Sarathi Mukherijee (tabla), Faheem Mazhar (voce), Alies Sluiter (violoncello), Baluji Shrivastav (sitar), Coordt Linke (mridanga)

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