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Zuhe Niao

Tongue’s memory of home


Photo © Piero Tauro

Un’Asia che racconta il suo passato, quella che ha presentato RomaEuropa nell’ultimo scorcio di festival. E lo ha fatto con una serie di spettacoli ognuno diverso dall’altro.
Quello proposto dai cinesi Zuhe Niao è molto vicino allo storico teatro-danza di Pina Bausch. Tongue’s memory of home è un tributo a poeti conterranei ormai dimenticati ma popolari negli anni ‘80, un periodo di cui le scenografie riprendono lo stile visivo e il registro espressivo. Sono così proiettati sullo sfondo una serie di video che richiamano, con immagini e testi, le poesie di quegli anni, mentre gli attori-danzatori tratteggiano un quadro minuzioso e spietato della Cina post-rivoluzionaria, raccontando psicologie, pensieri, sensazioni, desideri e speranze di un mondo chiuso in se stesso e nei suoi valori stranianti e disumani. Un lavoro pregevolissimo, la cui visione è in parte impedita dall’infelice disposizione delle poltrone del Palladium, che non si alternano, e del palcoscenico, che non ha nessuna inclinazione. Questo perché una parte dello spettacolo, all’inizio e non solo, vede la presenza dei coreuti sdraiati, e in questo modo dalla platea si riesce con difficoltà a percepirne i movimenti. Tuttavia, il racconto di ciò che significa vivere in un Paese come la Cina non ne risulta appannato, e gesti e movenze vivono di una profonda quanto struggente significatività. Sia quando i protagonisti, vestiti in divisa, emulano usi e modi tipici di una vita quotidiana militaresca, sia quando, denudati, lasciano libero sfogo -chi con più coraggio, chi più timidamente- alle loro sensazioni e a un’inusitata libertà di vivere pienamente la sensualità diffusa delle cose, lontano dalle ideologie e dagli schemi imposti. Ong Keng Sen/Theatreworks – The continuum. Beyond the killing-filedsLa perdita e la riconquista della percezione, grazie a un corpo ormai libero, la rinascita a una vita vera, sotto lo sguardo stupito e perplesso di un campeggiatore in camicia a quadretti e bermuda (che forse è l’Occidente) vengono tratteggiati doviziosamente in una performance che raggiunge apici di rara bellezza.

© Valeri Silvestri – Exibart
© Foto Piero Tauro

Crediti

Diretto da Zhang Xian
Coreografia e danza Xiao Ke, Nunu, Nannan, Li Zhen
Performer Zhamg Xue Zhou

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