OPENENDEDGROUP CON MERCE CUNNINGHAM

OPENENDEDGROUP CON MERCE CUNNINGHAM

Loops è un ritratto digitale astratto di Merce Cunningham in 3D, che scorre in tempo reale senza mai ripetersi. La colonna sonora è stata rielaborata per il festival Ars Electronica nel 2005.
Loops non si ferma al ritratto del coreografo ma focalizza soprattutto il suo movimento. L’installazione deriva dalla registrazione in motion-capturedel solo di danza ‘per mani e dita’: l’immagine delle giunture –catturate appunto in motion capture– diventano i nodi di una rete, in relazione fluttuante l’uno con l’altro. A partire dal loro aspetto virtuale, i nodi si trasformano man mano in disegni a mano libera, ciascuno con una sua vita autonoma.

Installazione / Durata 13’40’’ / Anno 2001- 2011
Concept, immagini, suono: OpenEndedGroup — Marc Downie, Shelley Eshkar, Paul Kaiser
Movimento e Voce: Merce Cunningham.
Una commissione di MIT Media Lab, con il sostegno della Mellon Foundation.

 

OpenEndedGroup raggruppa tre artisti digitali – Marc Downie, Shelley Eshkar e Paul Kaiser- il cui approccio all’arte digitale spesso unisce tre elementi fondamentali: il rendering in 3D di foto non realistiche ,l’inserimento del corpo in movimento attraverso la motion–capture ed altri strumenti a contenuto tecnologico e l’autonomia di opere d’arte dirette o assistite dall’intelligenza artificiale.

Merce Cunningham(1919 – 2009), rimasto in attività fino all’età di 60 anni e poi dedicatosi, senza soluzione di continuità, all’insegnamento e alla creazione di nuove opere coreografiche, il danzatore di Centralia (Stato di Washington) ha contribuito alla formazione di schiere di danzatori e coreografi (solo per citarne alcuni: Carolyn Brown, Paul Taylor, Trisha Brown, Lucinda Childs e Karole Armitage). Nel corso del loro lungo sodalizio, Cunningham e il musicista John Cage hanno intrecciato spesso e volentieri i loro percorsi artistici con quelli di diversi altri artisti, da Robert Rauschenberg a Andy Warhol, da Jasper Johns al capostipite degli iconoclasti, Marcel Duchamp. Quest’ultimo nel 1968 – anno della sua morte – prestò la sua opera più nuova ed enigmatica, il Grande Vetro, per l'allestimento del balletto Walkaround Time.

 

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