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In corealizzazione con Fabbrica dell’Attore / Teatro Vascello

Fabiana Iacozzilli

Una cosa enorme


«Perché ho così tanta paura di mettere al mondo un figlio? Perché ho così tanta paura di dire che non voglio mettere al mondo un figlio? E soprattutto: voglio essere madre oppure posso non esserlo?». A partire da queste domande Fabiana Iacozzilli ha avviato un processo di lavoro che si è nutrito nel tempo delle parole della ricercatrice israeliana Orna Donath (Regretting Motherhood) e del diario Maternità di Sheila Heti. Ma la maternità al centro di Una cosa enorme non è solo una questione legata all’identità femminile ma un più ampio e universale elemento simbolico che riguarda, come racconta la stessa regista, «la capacità di abbandonare se stessi alla cura di un altro essere umano. Una questione che appartiene a ogni donna, alla sua condizione esistenziale – che sia madre o che non lo sia – e che ha a che fare con una domanda semplice ma per niente consolatoria: forse, alla fine, si è madri comunque?». Ecco allora che sulla scena compare una donna con una pancia enorme, incinta da un tempo indefinito, forse infinito, per trattenere e vivere ogni evento, per rinchiudersi in un dentro. Uno spazio emotivo, psicologico, dell’anima che ci interroga sulla nostra condizione di donne e uomini perennemente in bilico tra il voler essere genitori e il rimanere per sempre figli.

Bio

Fabiana Iacozzilli, regista-drammaturga che porta avanti un lavoro di ricerca improntato sulla drammaturgia scenica e sulle potenzialità espressive della figura del performer collabora dal 2013 con CrAnPi e il Teatro Vascello di Roma e dal 2017 con Carrozzerie N.O.T. Nel 2002 si diploma come regista presso l’Accademia “Centro internazionale La Cometa” dove studia tra gli altri con N. Karpov, N. Zsvereva, A. Woodhouse. Dal 2003 al 2008 è regista assistente di P. Sepe e assistente di Luca Ronconi e nel 2008 fonda la compagnia Lafabbrica della quale diventa direttrice artistica. Nel 2011 viene selezionata per partecipare al DIRECTOR LAB, progetto internazionale organizzato dal LINCOLN CENTER (Metropolitan di New York). Dallo stesso anno diventa membro del LINCOLN CENTER DIRECTORS LAB. Tra i suoi spettacoli: Aspettando Nil con il quale vince l’Undergroundzero Festival di New York; La trilogia dell’attesa vincitore del Play Festival (Atir e Piccolo Teatro di Milano-Teatro d’Europa); Da soli non si è cattivi. Tre atti unici dai racconti di Tiziana Tomasulo e La classe_un docupuppets per marionette e uomini (UBU 2019: Vincitore miglior progetto sonoro; nomination per miglior spettacolo di teatro, migliore regia, miglior scenografia, Vincitore Premio della critica ANCT 2019, Vincitore in-Box 2019, Selezione L’Italia dei Visionari – Kilowatt Festival 2019, Vincitore del bando di residenze interregionali CURA 2018). Si occupa inoltre di formazione e pedagogia e, negli ultimi anni, si dedica a una ricerca attenta e costante sull’improvvisazione teatrale.

 

Crediti

con Marta Meneghetti, Roberto Montosi | scene Fiammetta Mandich
luci Luigi Biondi, Francesca Zerilli. | suono Hubert Westkemper
realizzazione body suit Makinarium (special – visual – effects)
collaborazione ai costumi Davide Zanotti, Anna Coluccia
aiuto regia Francesco Meloni | assistente alla regia Cesare Santiago Del Beato
assistente alla drammaturgia Carola Fasana
fonico Jacopo Ruben Dell’Abate | foto di scena Manuela Giusto
collaborazione artistica Lorenzo Letizia, Luca Lotano, Ramona Nardò

un ringraziamento a Giorgio Testa

Ph_Paola Cenciarelli

Produzione: CrAnPi, La Fabbrica dell’Attore-Teatro Vascello Centro di Produzione Teatrale, Fondazione Sipario Toscana-Centro di Produzione teatrale, Carrozzerie | n.o.t
Con il contributo di: Regione Lazio – Direzione Regionale Cultura e Politiche Giovanili – Area Spettacolo dal Vivo
Con il sostegno di: Teatro Biblioteca Quarticciolo, Periferie Artistiche Centro di Residenza Multidisciplinare della Regione Lazio, ATCL Circuito multidisciplinare della Regione Lazio per Spazio Rossellini
Con il supporto di: Nuovo Cinema Palazzo, Labirion Officine Trasversali
si ringraziano:
Beatrice Fedi, Olga Galieri, Paola Sambo, Luana Provenziani, Gaia Clotilde Chernetich, Gianmarco Vettori, le donne del
progetto Dentro la visione, gli artisti che hanno partecipato al laboratorio Labirion, le donne e gli uomini che abbiamo intervistato.

In corealizzazione con
La Fabbrica dell’Attore / Teatro Vascello