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Prima Nazionale / Coproduzione REF

Valentino Villa / Monica Piseddu / Claudine Galea

Au bord


«Quello che mi piace dell’immagine è che apre lo sguardo, lo approfondisce. Non parlo mai d’interpretare l’immagine, parlo del fatto che l’immagine si rivela lentamente se lo sguardo ha la possibilità di soffermarsi» ha affermato la drammaturga francese Claudine Galea parlando del suo Au Bord. Era il 28 aprile del 2004 quando, un programma della CBS mostrava per la prima volta al mondo le immagini delle torture e degli abusi subiti dai prigionieri iracheni nel carcere di Abu Ghraib sconvolgendo l’opinione pubblica internazionale. Ossessionata dall’immagine di una soldatessa che tiene al guinzaglio uno dei prigionieri, la drammaturga e scrittrice (Gran Prix per la letteratura drammatica nel 2011 e nel 2019) costruisce nel suo testo un percorso di indagine sulla forza sconvolgente di questi documenti e sul modo in cui dialogano con la nostra intimità e con la parte più torbida della nostra storia personale. ?
Per portare in scena la complessità di questo percorso, il regista Valentino Villa e l’attrice, più volte Premio Ubu, Monica Piseddu scelgono di astrarsi dal mero affondo personale per tornare ad una dimensione più universale e collettiva del teatro, soffermandosi sulla sua capacità di assorbire, pensare, creare e alterare immagini e percezioni. In che modo questi documenti visivi ci ri-guardano? In che modo si sedimentano nel nostro inconscio? Come il documento di un’immagine di tortura può generare immagini di desiderio, un ventre materno, la crudeltà di una donna amata?

Bio

Monica Piseddu | Si diploma come attrice all’Accademia Nazionale D’Arte Drammatica Silvio D’Amico. Dal 2002, per oltre dieci anni, lavora con Arturo Cirillo negli spettacoli: Mettiteve a fa’ l’ammore cu’ me di E. Scarpetta, L’Ereditiera di A. Ruccello, La Piramide di Copi, Le Intellettuali di Molière, Le cinque rose di Jennifer di A. Ruccello, Otello di Shakespeare, L’Avaro di Molière, Ferdinando di A. Ruccello e Lo zoo di vetro di T. Williams. Nel 2004 è con Mario Martone nella prima edizione di Edipo a Colono di Sofocle. Lavora inoltre con Massimiliano Civica in La Parigina da H. Becque (2005), Alcesti da Euripide (2014) e Antigone di Sofocle (2019), con Antonio Latella in Natale in casa Cupiello di E. De Filippo (2014) e Ti regalo la mia morte, Veronika di F. Bellini e A. Latella (2015), con Daria Deflorian e Antonio Tagliarini, come attrice e collaborazione al progetto in Ce ne andiamo per non darvi altre preoccupazioni (2013) e Quasi Niente (2018), liberamente ispirato al Deserto Rosso di Michelangelo Antonioni. Insieme a Daria Deflorian e a Monica Demuru partecipa al programma Il Teatro di Radio Tre con Memoria di Ragazza. Una lettura e qualche canzone dall’omonimo libro di A. Ernaux, e per il programma “Ad Alta voce” legge Il gioco dei regni di Clara Sereni, nell’adattamento di L. Pavolini.
Dopo un Premio Ubu come migliore attrice non protagonista ricevuto nel 2007, nel 2015 le vengono riconosciuti il Premio della Critica, il Premio Ubu come miglior attrice dell’anno, e il Premio Le Maschere come miglior attrice non protagonista. Nel 2016 il Premio Hystrio all’interpretazione, e nel 2019 il Premio Eleonora Duse. Al cinema ha lavorato con Paolo Sorrentino ne La grande bellezza (2013), con Marco Bellocchio in Fai bei sogni (2015) e con Ludovico Di Martino ne La Belva (2019).

Valentino Villa | Regista ed interprete. Dopo aver conseguito il diploma dell’Accademia Nazionale ‘Silvio d’Amico’ di Roma, il diploma del corso di perfezionamento per giovani attori diretto dal Maestro Luca Ronconi, la laurea in Economia con una tesi dal titolo ‘Aspetti strategici ed organizzativi delle imprese di produzione di spettacoli dal vivo’, si diploma come insegnante certificato del metodo Linklater nel 2012. Lavora con il Maestro Luca Ronconi e prende parte a numerose produzioni prima del Teatro di Roma, poi del Piccolo Teatro di Milano. Negli stessi anni prende parte a diverse produzioni teatrali indipendenti.  Nel 2006 debutta alla regia con un testo di Neil Simon e negli anni firma numerosi spettacoli: dalla contemporanea classicità di Harold Pinter di Party Time ai racconti di Dorothy Parker per Waterproof passando per Orlando di Virginia Woolf, Si salvi chi può – una creazione originale, Alessandro Magno di Pietro Citati, A single Man di Christopher Isherwood, Carlo Michaelstadter di Luciano Arcella. Su invito della Biennale dei Giovani Artisti d’Europa e del Mediterraneo elabora un progetto che debutta nel 2010 all’Italian Restyle Festival con il titolo BLU. Questo spettacolo è la definitiva messa a fuoco del suo interesse per la commistione fra i diversi linguaggi della scena: testo, Opera, video. Negli ultimi anni – grazie anche al coinvolgimento da parte di Face à face, Parole di Francia per scene d’Italia – firma la prima messinscena in italiano dei testi di Jean-Luc Lagarce Noi, gli Eroi e Music-hall, quest’ultimo in collaborazione con Rai RadioTre, protagonista Daria Deflorian, traduzione di Gioia Costa. Dal 2013 è coinvolto, come attore, nello spettacolo Ce ne andiamo per non darvi altre preoccupazioni di Deflorian/Tagliarini che ha debuttato al Romaeuropa Festival 2013. Nel 2017 inizia la sua attività di regista d’Opera debuttando con Cefalo e Procri di Ernst Krenek per il teatro La Fenice di Venezia. Nel settembre del 2018 partecipa come regista collaboratore all’allestimento di Traviata di Giuseppe Verdi con la regia di Francesco Micheli. Nel 2019 firma la regia di Intermedi della Pellegrina per il Maggio Musicale Fiorentino e di Luci mie traditrici di Salvatore Sciarrino, per il teatro La Fenice di Venezia. Nel 2022 ha firmato la regia de I Lombardi alla prima crociata di Giuseppe Verdi per il teatro La Fenice di Venezia. Tra i prossimi impegni curerà la regia di Jeanne Dark di Fabio Vacchi in prima assoluta mondiale per il Maggio Musicale Fiorentino. Insegna recitazione ed è un insegnate certificato del metodo Linklater – Freeing the Natural Voice.

Crediti

di Claudine Galea
Traduzione: Valentina Fago
Diretto da Valentino Villa
Con Monica Piseddu
Movimenti: Marco Angelilli
Luci, scene e video: Sander Loonen

Produzione 369gradi
In coproduzione con Romaeuropa Festival, LAC Lugano Arte e Cultura, Triennale Milano
Con il sostegno di Toscana Terra Accogliente, Olinda
in collaborazione con Platinum Summer e IFF Institut Français Firenze

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