miasma è una video installazione che nasce all’interno di Lemnos, un percorso di ricerca artistica avviato nel 2022 e dedicato alle relazioni tra mito greco, memoria storica e paesaggio contemporaneo, sviluppato attraverso un lavoro sul campo condotto principalmente in Grecia. Dopo una prima tappa scenica costruita attorno al mito di Filottete — attraversato attraverso riscritture novecentesche, da Adrienne Rich a Yannis Ritsos — il progetto torna sull’isola reale che, nel Novecento, ha incrinato definitivamente il mito: Makronisos, luogo di detenzione e rieducazione politica durante la guerra civile greca.
È da questo gesto di ritorno che nasce miasma. Girata tra il 2022 e il 2026 sull’isola disabitata di fronte all’Attica, l’installazione interroga Makronisos come spazio di risonanza tra storia e mito, tra rovina e persistenza. Il paesaggio si offre come una superficie attraversata da tracce quasi invisibili: resti dei campi di confino, vuoti, frammenti, soglie. Attraverso immagini, field recordings, ambienti sonori e inserti testuali, il lavoro costruisce una geografia fragile in cui la storia continua a sedimentare nel presente, oscillando tra memoria e oblio. Se nel mito di Filottete la solitudine dell’eroe nasce da una ferita infetta (un corpo escluso e abbandonato perché contaminato, segnato da ciò che il mondo greco chiamava miasma) nel Novecento quel termine riemerge in una torsione politica violenta: la destra e la monarchia greca lo usano per nominare la presunta “infezione” ideologica del comunismo. È in questo slittamento, tra impurità del corpo e persecuzione del pensiero, che l’opera trova il suo nucleo più inquieto. miasma non guarda al mito come repertorio, ma come dispositivo ancora attivo: un campo di forze in cui esilio, violenza, narrazione e paesaggio continuano a produrre immagini, fantasmi e forme di consapevolezza nel presente.
una creazione di Giorgina Pi
riprese di Giorgina Pi e Andrea Gallo
collaborazione alla creazione Alexia Sarantopoulou, Ondina Quadri
suono Valerio Vigliar
produzione Bluemotion
si ringrazia il Museo di Makronisos di Atene