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Friedrich Wilhelm Murnau


Nato in Westfalia nel 1888, Friedrich Wilhelm Murnau (pseudonimo di F.W. Plumpe) approda al cinema dopo aver compiuto studi letterari e filosofici nelle università di Heidelberg e di Berlino, e aver lavorato in teatro con Max Reinhard come attore. Proprio la sua formazione culturale, gli ha permesso, dopo aver assimilato i principi dell’espressionismo, di rifiutare le “mode” ed i luoghi comuni per sperimentare ed approdare ad uno stile personale. Fin dai primi film, ed è visibile anche in quelli commissionati, è costante una meticolosa ricerca sul linguaggio propriamente filmico e sulla architettura portante della costruzione drammatica. Tale rigore pose subito all’attenzione del pubblico e della critica film come: Der Knabe im blau (Il ragazzo in blu, 1919); Der Bucklige und die Tänzerin (Il gobbo e la ballerina, 1920); Der Janus Kopf (La testa di Giano, su scenario di Hans Janowitz ispirato al Dottor Jekill e Mister Hyde di Stevenson, 1920); Schloss Vogelöd (Il castello di Vogelöd, 1921).
Dalla fusione degli elementi tecnici con quelli poetici nasce quello che è considerato il capolavoro dell’espressionismo cinematografico, Nosferatu (1922). Superato un certo gusto per la deformazione scenografica, simbolo di una realtà distorta, proprio del primo cinema espressionista, Murnau ne traduce lo spirito tramite una ricognizione, mai pacificata, dello spazio attraverso la cinecamera. Il film resta quindi esempio di un linguaggio filmico ormai acquisito. Attraverso il personaggio romantico di Nosferatu, su scenario di Hensik Galeen, tratto dal romanzo di Bram Stoker Dracula, emergono i temi cari alla poetica di Murnau: le paure, le angosce dell’uomo, irrimediabilmente solo in una società incapace di stabilire rapporti autentici, temi che saranno più evidenti nelle opere successive. Emerge, fra queste, Der letzte Mann (L’ultimo uomo, 1924) nato dalla collaborazione con lo sceneggiatore Carl Mayer e con l’operatore Karl Freund. Attraverso una fotografia sempre in movimento Murnau riesce a sottolineare il progressivo annientamento della personalità del protagonista, un portiere d’albergo. Trasferitosi a Hollywood dopo il successo ottenuto con Tartuff (1925, ispirato all’omonima commedia di Molière) e Faust (1926, da Marlowe, Goethe e leggende tedesche), Murnau realizza infine Sunrise (1927). Deluso dalle successive esperienze e dal mondo produttivo americano, accettò, in cerca di un rinnovamento, l’astruso sodalizio con il poetico regista americano Robert Flaherty per la realizzazione di Tabu (1931).
Il film restò l’ultima pellicola di Murnau che, a pochi giorni dalla “prima”, venne investito ed ucciso da un’automobile. Era l’11 marzo 1931.

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