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György Kurtág


È nato nel 1926 a Lugoj in Romania, una regione che ha subito l’influenza di tre diverse culture, quella ungherese, tedesca e rumena. Dopo aver studiato dal 1940 pianoforte con Magda Kardos e composizione con Max Eisikovits a Timisoara, si è trasferito a Budapest nel 1945 nella speranza di essere ammesso alla classe di Béla Bartók. Purtroppo il grande compositore morì quello stesso anno. Ammesso comunque alla Scuola di Musica Franz Liszt nel 1946, Kurtág ha studiato pianoforte con Pal Kadosa e musica da camera con Leo Weiner diplomandosi nel 1951; composizione con Sandor Veress e Ferec Farkas, diplomandosi nel 1955. Ha preso la cittadinanza ungherese nel 1948.
Un viaggio a Parigi nel 1937, gli ha permesso di entrare in contatto con la psicologa ungherese Marianne Stein, e di seguire i corsi di Olivier Messiaen e Darius Milhaud. Fu un’esperienza importante per la sua futura attività, sollecitando e stimolando la nascita di una personale idea di composizione, al punto che, tornato a Budapest, creò la prima opera Opus 1 Strine Quartet. Fondamentale anche l’incontro con la musica di Anton Webern, la drammaturgia di Samuel Beckett, e l’architettura francese, i cui effetti combinati influenzarono strutturalmente ed ideologicamente la sua filosofia musicale.
Dal 1967 è stato assistente di Pal Cadosa alla Scuola di Musica di Budapest, e poi nominato insegnante di musica da camera dal 1968 al 1986, anno in cui è andato in pensione.
Nel 1987 è stato eletto membro dell’Accademia di Belle Arti a Monaco e a Berlino.
Autore prevalentemente di musica da camera, suddivisa fra brani di assolo e per orchestra, dalla diversa complessità strutturale, György Kurtág ha raggiunto il successo internazionale con I Messaggi della defunta signorina Trussova, opus 17, per soprano e orchestra da camera, presentato a Parigi nel 1981, una composizione che ancora una volta mostra la sua precipua tendenza a miniaturizzare le grandi forme entro piccoli organici, una poetica della miniaturizzazione che avrà altre prove eccellenti quali I frammenti di Attila Jozsef (1982) e Kafka Fragmente (1985).
In occasione di una serie di concerti che il Festival di Ottobre a Berlino gli dedicava, ha composto …quasi una fantasia…, opus 27, per pianoforte e gruppi di strumenti (1988), con cui rende materia ed esperienza la sua concezione di musica spaziale: per l’occasione il pubblico era disposto in uno spazio che agendo da filtro acustico lo avvolgeva completamente nel suono. Proprio la ricerca sui rapporti fra spazio e suono, saldandosi alla poetica del frammento, saranno al centro dei suoi lavori degli anni novanta. E sempre agli novanta (1993 – 1995) risale la sua collaborazione musicale con Claudio Abbado ed il Berliner Philharmonic Orchestra, che lo porta a terminare la sua opus 33, Stele.
Molti sono i riconoscimenti in Ungheria e all’estero. Ha vinto il Erkel Price nel 1954, 1956 e 1969, ed è stato decorato con la corona d’oro dal Governo Ungherese nel 1986. Nel 1985 è stato nominato Officier des Arts et des Lettres dal Governo Francese, e nel 1987 membro dell’Akademie der Kunste a Berlino Ovest. Nel 1993 è stato premiato al Prix de Composition Musicale dalla Fondazione Principe Pierre di Monaco per l’opus n. 27, e dall’Accademia dei Lincei a Roma. Ha inoltre lavorato come compositore con il Wiener Konzerthaus, a Vienna, e con l’Ensemble Intercontemporain a la Citè de la Musique a Parigi.

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