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Têtes de Bois


Un nome francese per un gruppo jazz tutto italiano, capace, attraverso atmosfere ora intime ed intense, ora allegre e scanzonate, di rivisitare e riproporre con una calda venatura jazzistica colori ed immagini della canzone francese d’autore, inseguendo quello spirito che accomuna nell’ispirazione Brel a Becaud, Brassens a Ferré. Senza trascurare, naturalmente, di inserire in scaletta alcuni brani italiani, sempre in stile jazz-swing, brillanti e divertenti.
I Têtes de Bois (Andrea Satta, voce; Angelo Pelini, pianoforte, fisarmonica, tastiere; Carlo Amato, contrabbasso, basso, computer e campionamenti; Luca De Carlo, tromba; Maurizio Pizzardi, chitarre; Gianni Di Rienzo, batteria, percussioni; Fabio Lauteri, comunicazione; Raniero Terribili, fonico; Anna Maria Piccoli, architetture umane), nascono nel 1992, e da allora si esibiscono in festival importanti (Premio Tenco, Arezzo Wave, World Food Day Concert della FAO) e in trasmissioni televisive e radiofoniche. Alle esibizioni “canoniche” affiancano inoltre dei progetti speciali, nati per situazioni e spazi particolari, come i concerti muti allo zoo nella vasca delle otarie in cui dotavano gli spettatori di cuffie stereo nel 1999, concerti sulle biciclette, sulle scale mobili delle stazioni metropolitane a Roma nel 1995, a cui aggiungono quelle ferroviarie in un evento che ha coinvolto anche Berlino. Ampliano la loro sfera d’interesse occupandosi della direzione artistica del Festival Internazionale di Musica, Teatro, Danza, Arte, Stradarolo (dal 1997), nonché della sezione musica di Tuscanica Teatro, figurando inoltre tra i fondatori dell’Associazione Apollo 11, nel quartiere Esquilino a Roma.
Dal 1998 partecipano al progetto europeo Polymachina, sui suoni prodotti dalle macchine, dagli ingranaggi, dai percorsi meccanici ed elettronici, progetto che interessa artisti provenienti anche dalla Francia, dal Belgio e dall’Olanda.
Nell’ambito di una rassegna organizzata dall’ETI-Ente Teatrale Italiano, presentano al Teatro Valle di Roma lo spettacolo Buongiorno Arturo nel 1999. Nel 2004 pubblicano con “il manifesto” Pace e male, un doppio cd che segue il fortunato Ferré, l’amore e la rivolta (2002), con il quale hanno vinto la targa come migliori interpreti al Premio Tenco, e il premio della rivista “L’isola che non c’è” per il singolo Non si può essere seri a 17 anni, cantata con Daniele Silvestri.

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