fbpx

Eco

Light

Eco

Light

Torna su
Cerca ovunque |
Escludi l'Archivio |
Cerca in Archivio

Régine Chopinot

Le Défilé


Photo © Piero Tauro

Giovane alfiere della “Nouvelle Danse” francese, Régine Chopinot ha portato a Villa Medici, per l’edizione 1986 del Festival, Le Défilé, dopo il debutto dell’anno precedente al Pavillon Baltar di Nogent-Marne: uno spettacolo unico nel suo genere, che nasce all’incrocio tra danza e moda e si avvale del geniale contributo di Jean-Paul Gaultier. Lo stilista dà libero sfogo ad una creatività fantasiosa e barocca, confezionando 140 costumi eccessivi, provocatori, ironici, che diventano veri e propri protagonisti sul palcoscenico: dai tutù di tulle fuoriuscenti da spolverini blu agli accessori punk, dalle mutande over size fino a terra per lui a quelle di plastica con miriadi di spille e il ritratto della Madonna per lei, da goffi vestiti fatti di cuscini a minimali completi sintetici di ispirazione post-atomica. Un florilegio paradossale che la coreografia della Chopinot asseconda con divertita complicità, anche quando è costretta a sacrificare il lavoro sul corpo degli interpreti per dare visibilità alle invenzioni di Gaultier: il risultato, perfettamente in linea con la rivisitazione del barocco proposta da questa edizione del festival, suona come una sfacciata celebrazione della perennità dell’effimero.

Rassegna stampa

“Per Régine il teatro è una sfilata, una scorribanda in forma di Défilé, una scansione a ghirlanda affidata all’impeto di abiti impossibili: quelli disegnati da Jean-Paul Gaultier. Un genio matto che ha divorato tutto: da Depero all’heavy-metal, dal ballo Excelsior al gusto esagitato del look anni Ottanta. Le sue corazze, crinoline, corsetti astrusi, gonne-cupola e abiti-paralume, le sue follie di cuscini, icone, bandiere, emblemi post-moderni appiccicati al corpo, le sue plastiche e vernici, le sue ballerine-veliero e i suoi guerrieri fumettistici, non sono affatto la cornice della danza, ma l’essenza stessa di una danza-moda. Che è ritmo svelto, tempo serrato, immagine video, leggerezza incostante: che è “nouvelle danse””.
(Leonetta Bentivoglio, Voglia di strafare, Panorama, 13 luglio 1986)

“La Chopinot ci sembra, rispetto alla Maguy Marin vista la scorsa settimana, l’altra faccia del nuovo movimento: come quest’ultima punta tutto su un coinvolgimento fisico, quasi di pelle e odori, così la Régine si affida all’estetica, al puro piacere dell’occhio. Laddove Maguy pone sul tappeto, e fa pesare, la personalità, spesso molto caratterizzata, dei suoi interpreti, la Chopinot invece li nasconde dietro i costumi […]”.
(Massimo E. Piazza, Quanto è sofisticato il defilé di Regine!, l’unità, 3 luglio 1986)

“Forse la meraviglia è un po’ troppa, quasi d’obbligo. Eppure manca, delle vere sfilate, l’attesa, l’incanto, il riconoscimento possibile. Una moda dissacrata, importabile, fuori d’uso non è una moda. È un altro gioco. Régine Chopinot e Jean Paul Gaultier lo giocano benissimo, con disincanto, con divertimento”.
(Ella Baffoni, Défilé Chopinot, giochi barocchi a Villa Medici, il manifesto, 3 luglio 1986)

Crediti

Coreografia Régine Chopinot
Costumi Jean-Paul Gaultier
Coreografo Noémie Perlov
Musica Les Résidents
Luci e direzione tecnica Gérard Boucher
Direttori di produzione Francis Menuge, Christian Tamet
Interpreti Lee Black, Régine Chopinot, Poonie Dodson, Rita Quaglia, Bruno Felgeirolles, Hermann Diephuis, Vincente Di Franco Filho, Monet Rodier, Vera Motto Buono, Michèle Prelonge, Joseph Lennon, Frédéric Werle
Produzione Alpha Fnac, Lineapiù, Fuzzi, Cointreau, Public, Théâtre Contemporain de la Danse, Anpe, Mc 93 de Bodigny