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Ensemble Itinéraire

Concerto su musica di Leroux, Tanguy, Martin, Paris, Petrassi


 

Nato per dare adeguata interpretazione alla musica contemporanea, l’Ensemble Itinéraire, fondato nel 1973 da strumentisti diplomati al Conservatorio Nazionale Superiore di Musica di Parigi, propone le opere di quattro compositori, tutti residenti a Villa Medici. I lavori, già presentati al Centro Georges Pompidou nella stagione organizzata dall’Ensemble, sotto la guida di Pascal Rophé, sono PPP di Philippe Leroux, articolato per elaborate azioni sonore; Tranquile Barbaro di Laurent Martin, dove ciascuno strumento tenta il gioco dell’equilibrio; Concerto per flauto e 16 strumenti di Eric Tanguy, dedicato a Pierre-Yves Artaud; Murs di François Paris che si muove verso la costruzione di un nuovo linguaggio musicale.
A queste nuove opere si aggiunge un “omaggio a Goffredo Petrassi”, in occasione dei suoi 90 anni, con l’esecuzione di un’opera composta a Roma nel 1968, Béatitudines: testimonianza per Martin Luther King. Per celebrare il pastore statunitense, Petrassi scelse al posto delle sue omelie, degli scritti, e delle messe, il Discorso della montagna tratto dal Vangelo secondo Matteo, nel quale emerge con forza icastica il desiderio di giustizia. La scelta poi di un baritono e di strumenti sordi e senza risonanza rendeva materia sonora l’idea di Petrassi di ritrarre King quale “martire della giustizia”.

Musica Goffredo Petrassi (Béatitudines: testimonianza per Martin Luther King – per baritono, o basso, e cinque strumenti), Philippe Leroux (PPP – per flauto e pianoforte), Eric Tanguy (Concerto per flauto e 16 strumenti), Laurent Martin (Tranquile barbaro – per flauto, alto e basso, corno inglese, clarinetto basso, corno, due tromboni, sintetizzatore, violino, viola, violoncello), François Paris (Murs, per quattro voci e ventuno strumenti)
Direttore Pascal Rophé
Ensemble Ensemble Itinéraire
Flauto solista Pierre-Yves Artaud
Baritono Pascal Sausy

 

CONCERTO PER FLAUTO E 16 STRUMENTI
di Eric Tanguy

Commissionato dallo Stato per Pierre-Yves Artaud e l’Ensemble Itinéraire (1993), è dedicato a Pierre-Yves Artaud.

L’opera, composta nel 1992, è il frutto di una lunga amicizia con Pierre-Yves Artaud, il cui straordinario talento mi ha già spinto a comporre sei brani per flauto solo.
Se la composizione di opere per strumenti solisti mi è sempre apparsa come un terreno privilegiato di sperimentazione del materiale musicale e del virtuosismo strumentale, ho cercato tuttavia di allargare questa dimensione associando al solista un’orchestra o un ensemble sin dal mio Concerto per violino e orchestra (1991).
L’idea di concerto si materializza infatti nella nozione di “concertanze” tra il flauto e i 16 strumenti, piuttosto che da un punto di vista strettamente formale.
Il concerto comprende nove sezioni (di diversa durata) accordate su spettri differenti che generano, secondo il trattamento armonico, melodico, ritmico e dinamico, l’intero orientamento del discorso musicale. Se l’opera riposa su un’architettura rigorosa, questo và a vantaggio della sua espressione lirica.

 

MURS
di François Paris

Quanto tempo ci vuole oggi per scrivere un’opera? Domanda assurda, certo, come saperlo prima di aver finito? Ma è probabile che si tratterà, nel mio caso, di alcuni anni di lavoro, piuttosto che di qualche mese. Ci vuole tempo per realizzare un’opera lirica oggi. Non penso che sia possibile, e nemmeno desiderabile, per un compositore estraniarsi dal mondo artistico per un periodo troppo lungo e dedicarsi alla stesura di un’opera. Bisogna quindi agire diversamente. Io ho deciso di procedere per tappe successive: scrivere un grande ciclo di opere per voce e ensemble strumentale. Ogni lavoro esisterà innanzitutto in maniera autonoma, per poi trovarsi integrato nel ciclo, ed infine essere rielaborato un’ultima volta per fondersi nel contesto generale dell’opera. Due opere sono già state create, La chair de l’aube per orchestra e Murs, che costituisce il secondo lavoro del ciclo. Una terza pièce sarà realizzata prossimamente su commissione dell’IRCAM.
Murs si inscrive in un doppio contesto: c’è la questione lirica cui accennavo sopra, ma c’è anche il problema più ampio della costruzione di un linguaggio musicale. La possibilità che mi è stata offerta di lavorare con 21 solisti e 4 cantanti mi ha permesso di approfondire tecniche di scrittura già utilizzate in opere precedenti. Con 21 solisti mi è stato possibile scrivere con un grado di virtuosismo vicino a quello di L’octobre seul avendo a disposizione una massa orchestrale meno grandiosa ma molto più agile che in La chair de l’aube. Ho potuto cercare di trasporre alcune idee legate all’uso dell’elettronica (in particolare per il trattamento delle voci ed il rapporto testo-musica) di Champs de l’ombre blanche nella trascrizione per quattro voci soliste. Ho potuto sviluppare il rapporto voce-ensemble strumentale che era appena accennato in Neiges de sables.
L’opera è dedicata all’Ensemble Itinéraire.

 

PPP
di Philippe Leroux

AZIONI SONORE
(slanci, corse, cadute, pulsioni, pulsazioni…)

…COMBINATE COME IN UN FORMULARIO …
(procedimento utilizzato nella musica gregoriana, bizantina e znamennyi rospev…)

…SI INSCRIVONO IN UNA MATERIA…
(scala armonica, timbri, densità, velocità, linee semplici o sovrapposte, piani dinamici..,)

… SONO ANIMATI DA PROCESSI DI METAMORFOSI…
(compressioni/dilatazioni, accellerazioni/rallentamenti, slittamenti di altezza o di timbro, sfasamenti /rimesse in fase, accumulazioni/ filtri, sostituzioni, emergenze /sommergenze, mimetismi…)

…I CUI CONFINI…
(esordi ed esiti dei processi, fissazioni, cadenze, gradi, cambiamenti di scale armoniche, assi di specchi, articolazioni diverse…)

…DEFINISCONO I DIVERSI QUADRI DEL PERCORSO…
(da dove si parte/ dove si va)

 

TRANQUILE BARBARO
A Goshia e Krzysztof Chara
di Laurent Martin

Un ventaglio si apre, poi sembra esitare nella dolcezza del flauto basso, ma gli archi rimettono tutto in movimento … Il movimento si disperde. Ogni famiglia di strumenti tenta, ma senza riuscirci, di mantenerlo. Gli archi tengono più a lungo.
Nulla di rilevante.
Più tardi i tromboni canteranno un po’ di più…
A volte si indovina, a volte no e poi tutto si ferma. Avremmo potuto fermarci altrove. Quest’altrove poteva essere differente, e io avrei potuto non incontrare Krzysztof e Goshia, dei quali questa musica ha voluto parlare.

Tranquile Barbaro è stato composto a Villa Medici tra settembre e novembre del 1993 su richiesta dell’Ensemble Itinéraire che lo ha eseguito per la prima volta al Beaubourg di Parigi il 31 Gennaio 1994.

(in Catalogo Romaeuropa Festival 1994)

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