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Ensemble Nuove Sincronie

Concerto su musica di Daniel A. D’Adamo, Pietro Borradori, Johann Sebastian Bach


Musica Daniel A. D’Adamo (D’Ombra II, Voices, Imarginalia), Pietro Borradori (Persistency of the objects II), Johann Sebastian Bach (Prima suite in Sol Maggiore)
Direzione Renato Rivolta

L’Ensemble Nuove Sincronie, nato nel 1990 per dare adeguato studio ed esecuzione alla musica contemporanea italiana, ha proposto al fianco dei più recenti lavori di Daniel Augusto D’Adamo e Pietro Borradori, una storica pagina di Johann Sebastian Bach, intendendo in tal modo mostrare quel continuum musicale che, nonostante rivolte, divergenze e rifiuti, sembra procedere ininterrottamente nei secoli: un ponte, quindi, tra passato e presente.
Di Daniel D’Adamo (pensionnaire a Villa Medici, perfezionatosi a Lione e all’IRCAM di Parigi), l’Ensemble ha interpretato alcune partiture che ne hanno illustrato il percorso artistico – quasi tutto entro le ricerche elettroacustiche: il programma si è mosso da una musica che ha giocato sull’effetto percettivo di un suono nato lontano, altrove (D’Ombra II per ensemble di 15 strumenti), ad una partitura costruita con uno spiccato virtuosismo dove ogni nota gioca abilmente con la struttura stessa (Voices, per 15 strumenti), fino ad una musica nata dalla sfida di creare un brano per uno strumento, l’oboe, negletto dalla musica contemporane (Imarginalia n.1, per oboe solo).
Una commissione del Romaeuropa Festival è stata invece Persistency of the objects II di Pietro Borradori, una partitura estremamente composita in cui “l’idea di un continuum articolativo, cangiante e dialogico, esprime”, secondo le parole dello stesso autore, “l’impossibilità di “fermare” l’immagine musicale”, facendo emergere in tal modo “un’ossessione ed un amore per il movimento”.
Il concerto è stato chiuso dalla Suite in Sol Maggiore per violoncello di Johann Sebastian Bach: la scelta di un brano così ampiamente citato e rivisitato risponde proprio a quel desiderio, detto all’inizio, di tessere i fili fra passato e presente, come già avvenuto nel precedente conerto dell’Alter Ego Ensemble.
L’esecuzione è stata guidata da Renato Rivolta, che da anni mostra attenzione, studio e curiosità nei confronti della musica contemporanea italiana.

Rassegna stampa

“Piuttosto prolissi due dei lavori di D’Adamo; meglio il terzo, Voices, con momenti assai felici ed intriganti. Ci ha incuriositi Persistency di Borradori e vorremmo conoscere altri suoi lavori. Degli esecutori […] ottimo anche il Nuove Sincronie diretto da Rivolta. Un flash sul passato con […] la Prima Suite per violoncello di Bach […] ben eseguita da Marco Decimo”.
(Landa Ketoff, Romaeuropa Villa Medici, la Repubblica, 10 giugno 1998)

“Lunedì sera i protagonisti erano due: l’argentino Daniel Augusto d’Adamo e l’italiano Pietro Borradori. Il primo è dotato di salda preparazione tecnica, anche se utilizza un linguaggio non originale. D’Ombra II per 15 strumenti è costruito sulla contrapposizione di fasce sonore distese e arabeschi solistici; Voices si basa su procedimenti imitativi e screziature coloristiche, mentre Imarginalia n.1 per oboe solo è una sorta di rondò che utilizza un vocabolario tecnico-timbrico già ascoltato. La seconda parte del concerto si è aperta con una celebre pagina bachiana, la Suite in sol maggiore n.1 per violoncello, in una interpretazione forse troppo nervosa di Marco Decimo. Decisamente più interessante Persistency of the objects II per ensemble, il brano che il festival ha commissionato a Borradori, in prima esecuzione assoluta. Nonostante una certa prolissità, le intenzioni e il progetto compositivo sono emersi con chiarezza attraverso una scrittura nervosa e cangiante. Successo vivissimo per i giovani compositori”.
(Luca Della Libera, Successo per i giovani compositori che hanno inaugurato il Romaeuropa, Il Messaggero, 10 giugno 1998)

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