Cinque registi dirigono un cast di sette attrici ed attori del corso di?II livello in recitazione dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio d’Amico in cinque spettacoli con uno stesso tema,HEIMAT Patria/Straniero, intorno ad un medesimo dispositivo scenico per una maratona di cinque giorni.
Con Il salto di Nureyev entra in scena Leonardo Manzan, tra le voci più radicali e imprevedibili della nuova scena italiana. Qui la sua cifra si fa apertamente astratta: un teatro dell’assurdo che, attraverso ironia, cortocircuiti linguistici e continue deviazioni dal reale, interroga la necessità del teatro oggi e il suo potere di incidere sul presente. Guardando al passato per parlare del nostro tempo, Manzan trasforma il tema di HEIMAT in una riflessione spiazzante sull’eredità culturale, la memoria e il senso stesso dello stare insieme in uno spazio teatrale.
Di Leonardo Manzan e Rocco Placidi
Regia Leonardo Manzan
Con Leonardo Cappelli, Jacopo Casalino, Cristian D’Agostino, Andrea De Luca, Sofia Ferrari, Francesca Massari, Vittoria Salamone
Scene progettate e realizzate dalla Scuola di Scenografia dell’Accademia di Belle Arti di Urbino, con la supervisione di Giuseppe Stellato
Costumi Graziella Pepe
Luci Luigi Biondi
Suono Filippo Lilli
Testi e musiche delle canzoni Tano Mongelli
Regista assistente Danilo Maglio
Assistente alla regia Samantha Scrivere
Compagnia dell’Accademia – Accademia d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”



