Giacomo Luci, artista che muove la propria ricerca tra danza, pensiero e scrittura scenica, costruisce con La Lalangue un lavoro che si addentra nelle zone meno addomesticate del linguaggio e del corpo. Ispirata alla lettura di Rasch di Roland Barthes sul ciclo Kreisleriana di Robert Schumann, la creazione non cerca una traduzione coreografica del testo, ma ne assume la tensione interna: quella frattura in cui il linguaggio smette di essere codice e torna a farsi materia, impulso, vibrazione. Più che un attraversamento del significato, La Lalangue si muove in prossimità di ciò che precede l’articolazione: un territorio pre-individuale, affettivo e pulsionale, in cui il corpo non rappresenta ma reagisce, si lascia attraversare, entra in crisi. Ne emerge una scrittura che incrina i codici coreografici per far affiorare ritmo, godimento, scarto, come se la danza cercasse non tanto una forma, quanto il punto in cui la forma comincia a disfarsi.
Giacomo Luci è danzatore, performer e coreografo. Inizia la carriera come solista al Teatro dell’Opera di Roma e prosegue all’Opéra de Lyon, confrontandosi con il linguaggio della danza contemporanea e interpretando opere di Forsythe, Bausch, Cunningham, Childs e Brown. Collabora come attore e danzatore in produzioni cinematografiche e istituzionali e con coreografi tra cui Benjamin Millepied, Dimitri Chamblas e il collettivo Bullyache. Dal 2018 sviluppa una propria ricerca coreografica presentata in diversi festival di performance contemporanea.
Coreografia e regia Giacomo Luci
Danzatori Giacomo Luci e Pierre Loup Morillon
Pianista Beatrice Barison
Musica dal vivo  Kreisleriana, Op. 16: Fantasie per pianoforte di Robert Schumann
Disegno luci  Bianca Peruzzi
Costumi e accessori  Mario Celentano
Produzione Daniele Cipriani Entertainment
Materiale foto e video Laurent Poleo-Garnier



