Per questa nuova serata, ULTRA CLUB  apre un dialogo con Visioni Parallele, realtà romana che dal 2016 si muove all’intersezione tra creatività contemporanea, linguaggi digitali e progettazione culturale, costruendo esperienze in cui tecnologia, immagine e immaginazione diventano materia viva. Da questo incontro nasce una serata che mette in dialogo due proposte profondamente diverse, ma tenute insieme da una stessa tensione verso il presente: da una parte la ricerca audiovisiva immersiva, dall’altra una scrittura pop obliqua, emotiva e in trasformazione.
Due traiettorie lontane solo in apparenza, accomunate da una comune propensione al contemporaneo, alla mutazione dei linguaggi e a un’idea di live come esperienza totale.
In line up:
prima stanza a destra
Dopo il successo del primo tour nei club (culminato con il sold out di Milano e una risposta fortissima in tutta Italia) prima stanza a destra torna sui palchi dei festival con un nuovo capitolo del suo percorso live, dopo una scorsa estate che lo aveva già visto distinguersi per intensità , personalità e per importanti aperture a James Blake e Fred again.. davanti a migliaia di persone. Artista tra i più interessanti e promettenti della nuova scena italiana, prima stanza a destra costruisce un universo sonoro in cui elettronica avvolgente, melodie pop e scrittura emotiva convivono in equilibrio costante tra fragilità e impatto. Sul palco porta il suo ultimo EP, la ragazza che suonava il piano (Sugar Music), insieme ai brani più amati del progetto  (da ti amo ai pezzi di AMANDA) in un set immersivo di synth e stratificazioni emotive, capace di amplificare tutta la forza narrativa della sua musica.
Riccardo Giovinetto – H U M I
H U M I è una performance audiovisiva immersiva che indaga il concetto di confine non come linea di separazione, ma come soglia mobile, porosa, instabile: un campo di relazione in cui territori, forme e identità si contaminano fino a perdere i propri contorni. Attraverso campionamenti ad alta definizione di regioni remote della Terra, sottoposti a processi di rigenerazione guidati dall’intelligenza artificiale, il lavoro costruisce una geografia in continua metamorfosi: superfici aride che si liquefanno, coste che si spezzano e si sovrappongono, trame urbane che si dissolvono in materia pulsante. Il paesaggio non viene rappresentato, ma continuamente riscritto.Artista visivo e multimediale, fisico e docente universitario, Riccardo Giovinettoattraversa performance audiovisive, installazioni immersive e composizione contemporanea, esplorando il dialogo in continua evoluzione tra suono, immagine e strutture algoritmiche.