Con La Medium, Marta Cuscunà prosegue il suo percorso di ricerca tra artigianalità scenica, teatro di figura e sperimentazione, tornando a misurarsi con i dispositivi del potere e con le radici storiche della violenza di genere. Al centro dello spettacolo c’è la storia vera di Hersilie Rouy, figlia dell’illusionista Charles Rouy (celebre per il numero de La Donna Invisibile in cui delle donne venivano fatte scomparire attraverso scatole magiche), rinchiusa in manicomio per quattordici anni. Durante la prigionia, Hersilie scrive con il proprio sangue un diario-denuncia in cui registra i soprusi subiti, diventando la voce ribelle delle internate della Salpêtrière, luogo simbolico della psichiatria ottocentesca e degli studi sull’isteria femminile.
Tra illusionismo, sedute spiritiche, guarattelle napoletane e dispositivi tecnologici, Cuscunà costruisce un immaginario scenico che riporta alla luce le “donne invisibili” dello spettacolo e delle istituzioni manicomiali del XIX secolo. La magia, qui, non serve a produrre meraviglia, ma a rendere visibile ciò che è stato rimosso. La vicenda di Hersilie (che dopo la liberazione riuscì a incidere sulla modifica della legge francese del 1838 sull’internamento) diventa così il punto di partenza per una riflessione lucida su emancipazione, resistenza e memoria, ma anche sui meccanismi con cui le istituzioni disciplinano, cancellano e riducono al silenzio i corpi femminili.
Marta Cuscunà è nata a Monfalcone, città segnata insieme dalla storia del cantiere navale e dalle conseguenze dell’amianto. Autrice e performer di teatro visuale, nella sua ricerca intreccia attivismo, drammaturgia per figure e scrittura scenica.
Il suo percorso si forma a partire da Prima del Teatro – Scuola Europea per l’Arte dell’Attore, dove incontra maestri come Joan Baixas, José Sanchis Sinisterra e Christian Burgess. Dopo le prime esperienze internazionali tra Italia, Spagna e Regno Unito, avvia un percorso autoriale che la porta a firmare e interpretare lavori come È bello vivere liberi!(2009), La semplicità ingannata (2012) e Sorry, boys (2015), tappe centrali di una ricerca che coniuga teatro civile, ironia e dispositivi visuali.
Negli anni successivi approfondisce il rapporto tra immaginario mitico, tecnologia e drammaturgia per figure in lavori come Il canto della caduta, Earthbound e Corvidae. Sguardi di specie. Dal 2009 al 2019 ha fatto parte di Fies Factory / Centrale Fies. Dal 2021 è artista associata al Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa.
di e con Marta Cuscunà
liberamente tratto da Incantagioni di Mariano Tomatis
set & lighting design Paola Villani
assistenza alla regia e direzione tecnica Marco Rogante
Foto © Alessandro Ruzzier
produzione Etnorama – Cultura per nuovi ecosistemi
in coproduzione con Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia, Centro Teatrale Bresciano, Teatro Stabile di Bolzano
con il sostegno di Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia



