Siamo felici di annunciare i quattro progetti finalisti della dodicesima edizione di DNAppunti coreografici:
EXMIMI di Alessandro Paschitto
STeReO di gruppocorp3
Performing Nostalgia di Giulia Cannas
girare le viti di Noemi Piva
EXMIMI è una drammaturgia ibrida, che cortocircuita parola e azione e nuovi media, coreografia e testo drammaturgico e interferenze video, alla ricerca di un dispositivo mnemonico
È possibile rianimare un sogno non realizzato? Il corpo può guidarci a recuperare un desiderio del passato per risolvere una crisi del presente? Può trasformarsi in un archivio muscolare, per recuperare quello che noi stessi abbiamo vissuto tempo fa. Quando eravamo giovanissimi. E, senza domande, avevamo tutte le risposte
STeReO mette in scena un corpo in esplorazione, corpo che combatte e che si combatte, diviso tra giudizi e retaggi ed un viscerale desiderio di scoprirsi e di mostrarsi. Corpo che diventa altri corpi: uno schermo, una superficie riflettente nella quale scrutare il disagio del vivere in un contenitore scomodo, in una copertura di pelle e di ossa permeabile al peso nocivo di parole e pensieri sovra-imposti. L’azione scenica diventa così un dispositivo di lotta, uno spazio di rivincita, di scoperta e di riaffermazione.
Performing Nostalgia è un esperimento artistico che si inserisce in una macroricerca sulle origini albanesi della coreografa. È una lecture performance danzata, nostalgica e “prestalgica”, che nasce come prosecuzione e riflessione del recentissimo lavoro coreografico “Alba”. Il progetto attraversa memoria, lingua e identità come territori instabili, interrogando il rapporto tra appartenenza e immaginazione. Il diario diventa pratica quotidiana e azione performativa: scrivere almeno una volta al giorno per ricordare tutto, per non dimenticare nulla, per farsi spugna. Assorbire, tradurre, trasformare in gesto e parola le sensazioni, le ondate di ritorno, gli spostamenti energetici ed emotivi che attraversano il corpo. Il dispositivo scenico intreccia racconto autobiografico, storico, movimento e scrittura in tempo reale.
girare le viti nasce da una riflessione sulla geografia in quanto linguaggio di potere capace di plasmare la nostra percezione della realtà. La cartografia, organizzando lo spazio e rappresentandolo secondo criteri specifici, diventa un sistema attraverso il quale il mondo non viene solo descritto ma definito, ricostruito e regolato.
Il progetto si sviluppa su due livelli interconnessi: da una parte, l’analisi del “Fuori”, fatto di geografie imposte e dispositivi di potere che organizzano gli spazi urbani, rurali o industriali; dall’altra, l’esperienza individuale e soggettiva della geografia, che considera come ogni persona abita, percepisce e naviga questi luoghi, edificando mappe emotive e personali che interagiscono con quelle ufficiali. È nelle spaccature generate da queste contrapposizioni che il progetto prende forma. Ne risulta una performance che unisce movimento, suono, installazione e testo poetico.
DNAppunti coreografici è un progetto di sostegno della giovane coreografia italiana Under 35, promosso e sostenuto in collaborazione tra Centro Nazionale di produzione della danza Virgilio Sieni, Operaestate Festival/CSC Centro per la scena contemporanea del Comune di Bassano del Grappa, L’arboreto – Teatro Dimora di Mondaino, Fondazione Romaeuropa, Gender Bender Festival, Triennale Milano Teatro.



