DELIVERY DANCER’S SPHERE
Screening – durata circa 25 min
Un film che espande l’universo narrativo della simulazione, costruendo una Seoul distopica governata da algoritmi e logiche di ottimizzazione. Tra realtà parallele, loop temporali e identità multiple, l’opera indaga lavoro algoritmico, iper-vigilanza e relazioni possibili in mondi alternativi.
Ayoung Kim rielabora la realtà attraverso una trama di narrazioni ibride, integrando nella sua pratica geopolitica, mitologia, tecnologia, tecno-precarietà e temporalità speculative. Le sue opere mettono spesso in scena figure non conformiste o entità tecno-precarie, la cui resistenza o disallineamento lascia tracce singolari mentre si allontanano dalle traiettorie prestabilite.
Le narrazioni elaborate da Kim danno vita a speculazioni di ampio respiro, creando connessioni tra biopolitica e controllo delle frontiere, tra la memoria delle pietre e la memoria virtuale, e tra origini ancestrali e futuri imminenti attraverso diversi media. La sua ricerca incorpora riflessioni sui media ottici e post-ottici, sulla performatività, sulla simulazione videoludica e sulla dimensione narrativa della finzione. L’interesse per la sintesi, l’ibridazione e la coesistenza di temporalità eterogenee si traduce in un’indagine sulle intersezioni, i trasferimenti, le trasposizioni e gli scambi tra tempo, spazio, struttura e sintassi.



