La quarantunesima edizione del Romaeuropa Festival presenta, nella cornice del Teatro Argentina e in collaborazione con Accademia Tedesca a Roma – Villa Massimo, uno dei pionieri del dub techno e dei compositori tedeschi più acclamati al mondo: Moritz von Oswald. In scena con Silencio,  8 voci dell’ensemble vocale EVO accompagnato da tappeti elettronici e sintetizzatori, crea un flusso ipnotico che fonde voce e macchina, classico ed elettronica.
Il concerto è un viaggio immersivo in cui melodie, ritmi e texture sonore si intrecciano, mostrando l’incessante capacità di Von Oswald di trasformare ogni nota in pura sperimentazione sonora.
Moritz von Oswald, leggendario maestro della sperimentazione elettronica e del rigore tecnico, occupa un posto imprescindibile nella storia moderna della musica d’avanguardia. Ripercorrere la sua carriera significa attraversare alcuni dei momenti, dei luoghi e delle figure più importanti della storia della musica elettronica. All’inizio degli anni Ottanta, dopo una formazione come percussionista classico, von Oswald trova la sua prima affermazione all’interno del gruppo d’avanguardia Palais Schaumburg, ponendo le basi di un percorso che diventerà presto sinonimo di ricerca elettronica. Le sue collaborazioni con Thomas Fehlmann, Juan Atkins e Mark Ernestus in progetti come 2MB, 3MB e il seminale Basic Channel, insieme alle sue produzioni soliste, hanno definito i modelli fondativi di paesaggi sonori techno, minimal e dub che continuano a risuonare nel genere e ben oltre. Figura centrale della scena elettronica berlinese, von Oswald ha contribuito in modo determinante, sia come musicista sia come mastering engineer, a plasmare i contorni sonori della musica elettronica contemporanea.
Negli ultimi due decenni, von Oswald ha continuato a spingere sempre più avanti i confini della ricerca musicale, esplorando territori sperimentali e improvvisativi attraverso una serie di progetti di grande rilievo. Le collaborazioni continuative con Carl Craig, in diverse formazioni e progetti condivisi, testimoniano una comune tensione verso l’esplorazione sonora e hanno dato vita a composizioni innovative che fondono influenze classiche e linguaggi elettronici contemporanei. Tra queste spicca il lavoro commissionato da Deutsche Grammophon, in cui i due artisti hanno reinterpretato pagine di Ravel e Musorgskij attraverso una prospettiva elettronica attuale. Altrettanto significativa è la collaborazione con Juan Atkins nel progetto Borderland, fondamentale nel proseguire il processo di innovazione all’interno della techno, fondendo elementi fondativi del genere con visioni elettroniche proiettate verso il futuro. Questo sodalizio non solo rinnova il loro lessico sonoro originario, ma apre anche nuove possibilità ritmiche e timbriche. Il profondo legame di von Oswald con il jazz emerge con forza nel lavoro del Moritz von Oswald Trio, dove l’incontro tra musica elettronica ed elementi jazzistici genera un dialogo ricco e improvvisativo tra linguaggi differenti. Il Trio, che ha incluso musicisti come Vladislav Delay, Max Loderbauer, Laurel Halo, Heinrich Köbberling e il leggendario batterista afrobeat Tony Allen, dimostra la capacità di von Oswald di superare i confini musicali tradizionali, dando forma a un suono ibrido, innovativo e introspettivo. Come fondatore di Dubplates & Mastering, von Oswald ha svolto un ruolo cruciale nell’innalzare gli standard qualitativi del suono nell’industria musicale. Durante la sua direzione, il lavoro dello studio è diventato un punto di riferimento per precisione e cura del mastering, contribuendo a una resa limpida e dettagliata della musica elettronica. I suoi remix e le sue produzioni si distinguono per la capacità di riconfigurare il materiale originale in modo riflessivo e profondo, offrendo nuove interpretazioni che vanno oltre le forme convenzionali. Il suo approccio alla produzione si fonda su un’attenzione minuziosa al suono, influenzando in maniera trasversale una vasta gamma di pratiche e linguaggi della musica elettronica. Il contributo di von Oswald alla musica elettronica è segnato anche dall’impiego di sofisticate tecniche dub, divenute nel tempo un elemento fondamentale in molte delle sue diramazioni e capaci di arricchire il genere di una dimensione sonora più profonda e stratificata. Questo approccio ha contribuito a colmare la distanza tra la dinamica del dancefloor e una dimensione d’ascolto più riflessiva. Moritz von Oswald continua a essere una figura chiave della musica elettronica contemporanea, spingendo il genere verso nuove direzioni attraverso progetti innovativi e collaborazioni di primo piano. Il suo lavoro non solo custodisce e rielabora le radici storiche di questi linguaggi, ma continua a proiettarli con instancabile curiosità verso nuovi territori, interrogando costantemente ciò che la musica elettronica può ancora diventare.
EVO Ensemble è un ensemble vocale specializzato nella musica contemporanea e di sperimentazione; è stato fondato, ed è diretto e coordinato, dal mezzosoprano e performer Virginia Guidi, vocal performer specializzata nel repertorio del Novecento, consigliera della FIS e membro di Nuova Consonanza. L’ensemble è formato da giovani cantanti under 30 provenienti da diversi background musicali (musica antica, musica lirica, jazz, pop, beatboxing), nella profonda convinzione che la diversità rappresenti un contributo fondamentale alla musica, in una visione più complessa e integrata della contemporaneità .EVO Ensemble si è esibito in prestigiosi festival sia in Italia sia all’estero e ha collaborato con importanti enti, tra cui RESIS, Biennale di Venezia, Filarmonica Romana, Fondazione Scelsi, Nuova Consonanza, Reate Festival e Villa Massimo. L’ensemble è attivo anche sul piano sociale e ambientale e nel 2020 ha fondato EVO Forest su TREEDOM, una foresta virtuale dedicata alla musica, con l’obiettivo di sensibilizzare il pubblico sulle tematiche ambientali e sociali.



