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musica

Caterina Barbieri
Christian Marclay
ONCEIM Orchestra

Constellation
Non puoi contare l’infinito
Caterina Barbieri Live


Constellation di Christian Marclay eseguito da ONCEIM
(Italian Premiere): 30 min
Non puoi contare l’infinito: 45 min
Intervallo: 20 min
Caterina Barbieri Live (Italian Premiere) – 50’ For electronics, vocal Ensemble and brass: 50 min


La doppia inaugurazione della quarantunesima edizione del Romaeuropa Festival vede protagonista una delle figure più rilevanti della scena musicale italiana contemporanea. Caterina Barbieri torna al REF con una nuova collaborazione con ONCEIM – Orchestra per la Creazione, la Sperimentazione e l’Improvvisazione Musicale. Su commissione della Philharmonie di Parigi, presenta la premiere italiana di Non puoi contare l’infinito, nuova composizione per orchestra, elettronica e voci, seguita da un concerto di brani inediti in solo con alcuni musicisti di ONCEIM alle voci e agli ottoni.

La composizione si articola in due atti: Bruma, per orchestra, tre voci ed elettronica, e il conclusivo Non puoi contare l’infinito, per archi, ottoni e voce, da cui l’opera prende il titolo.

Direttrice artistica della Biennale Musica di Venezia e tra le compositrici italiane più acclamate a livello internazionale, Barbieri esplora attraverso la sua musica stati di trance e di coscienza alterata muovendosi tra rigore teorico e tensione emotiva. Le sue composizioni prendono forma come organismi viventi, trasformandosi nel tempo della performance live.

Guidata da Frédéric Blondy, ONCEIM – orchestra di oltre trenta musicisti provenienti da ambiti musicali differenti – apre la serata con Constellation di Christian Marclay, Leone d’Oro alla Biennale di Venezia: una partitura visiva e aperta, in cui ogni esecuzione nasce dall’ascolto e dall’improvvisazione collettiva.

Nato nel 1955 a San Rafael, in California, Christian Marclay è compositore, musicista e artista visivo. La sua ricerca si sviluppa al confine tra musica e arti visive ed è da sempre legata a figure come John Zorn, Elliott Sharp, Butch Morris e il Kronos Quartet. Tra le principali fonti d’ispirazione del suo lavoro figurano Joseph Beuys, John Cage e il movimento Fluxus. Fin dagli esordi della sua carriera, Marclay ha intrecciato pratica musicale e sperimentazione artistica, mettendo in discussione le convenzioni e i valori tradizionali dell’arte contemporanea. Le sue opere sono state presentate in importanti musei e istituzioni internazionali, tra cui il San Francisco Museum of Modern Art (2001), il Centre Pompidou di Parigi (2000, 2002, 2003), l’Hammer Museum di Los Angeles (2003), il Seattle Art Museum, la Tate Modern di Londra e il Palais de Tokyo (2004), il Barbican Centre di Londra (2005), il Moderna Museet di Stoccolma (2006) e la Cité de la Musique di Parigi (2007). Come musicista e DJ, Marclay realizza performance improvvisate utilizzando dischi in vinile modificati e giradischi come strumenti musicali. Le sue composizioni sovrappongono generi e frammenti sonori eterogenei, dando vita a collage dissonanti di suoni manipolati. Ha preso parte a numerose registrazioni e si è esibito in spazi storici della scena sperimentale newyorkese, come il Knitting Factory e The Kitchen. Nel corso della sua carriera ha inoltre collaborato con artisti e gruppi di rilievo, tra cui Sonic Youth, il Kronos Quartet, Otomo Yoshihide, Ikue Mori, John Zorn e Arto Lindsay.

Dall’album rivelazione Patterns of Consciousness (2017), la compositrice italiana Caterina Barbieri esplora, attraverso la sintesi modulare e formati elettro-acustici espansi, gli effetti fisici e metafisici del suono sull’ascoltatore. Definita da Pitchfork come “un viaggio che altera la mente” e “una dream machine per le orecchie”, la sua musica indaga il potenziale creativo della computazione e delle tecniche generative, affrontando temi legati a memoria, tempo e percezione, spesso attraversando stati di trance e coscienza alterata. I suoi lavori discografici – da Ecstatic Computation (2019) a Spirit Exit (2022) e Myuthafoo (2023) – hanno ricevuto ampio riconoscimento internazionale per la capacità di coniugare rigore concettuale, intensità emotiva e visioni sonore radicali. Al centro della sua pratica c’è la performance dal vivo, intesa come processo compositivo: un organismo in continua trasformazione, spesso in dialogo con luce e video, per creare esperienze multisensoriali immersive. Negli ultimi anni si è esibita nei principali festival e istituzioni internazionali e ha fondato l’etichetta light-years, dedicata all’ascolto profondo e alla musica come forza trasformativa. Recentemente nominata Direttrice Artistica della Biennale Musica di Venezia continua a muoversi tra concerti, installazioni sonore e progetti su larga scala.

ONCEIM – Orchestra per la Creazione, la Sperimentazione e l’Improvvisazione Musicale è un ensemble di trentacinque musicisti di altissimo livello provenienti da ambiti diversi: musica improvvisata, jazz e free jazz, musica classica e contemporanea, musica attuale e sperimentale. Oltre alla formazione orchestrale, ONCEIM è anche un collettivo aperto, che include formazioni a organico ridotto e progetti satelliti sviluppati dai suoi stessi musicisti. Fondato nel 2011 da Frédéric Blondy, ONCEIM nasce come spazio di ricerca dedicato alla creazione sonora contemporanea, con l’obiettivo di superare i limiti dell’organico tradizionale e della scrittura musicale convenzionale. Il suono è inteso come materia viva e organica, modellata collettivamente, in cui la singolarità di ogni interprete contribuisce a un risultato sempre imprevedibile e condiviso. Negli ultimi anni l’orchestra si è esibita in importanti istituzioni e festival internazionali e, dopo una lunga residenza a Parigi, dal 2020 ha intrapreso un percorso nomade, continuando a esplorare nuovi contesti e territori della musica di oggi.

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