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Compositori di Villa Medici: musica di Berio, Durieux, Jarrell, Sbordoni, Devillers, Lancino

Ensemble Villa Medici

Musica d’oggi


Un concerto di musica contemporanea che nasce dal desiderio di proporre al pubblico le opere dei compositori borsisti di Villa Medici: per l’occasione, il Gruppo Strumentale Musica D’Oggi, nato a Roma nel 1980, si è riunito sotto il nome di Ensemble Villa Medici, con l’obiettivo di stabilire nel tempo un rapporto più profondo con i musicisti ospitati dalla Villa. Vengono eseguiti Marges II di Frédéric Durieux, che è anche alla guida della formazione, Eco II di Michael Jarrell, per voce e sette strumenti, basato sul sonetto 80 di Luis de Gongora, Courante, Continuelle… di Jean-Baptiste Devillers, incentrata sul rapporto fra invenzione formale ed implicazioni musicali, One morning, oh so early, traduzione musicale di simboli mitologici, di Alessandro Sbordoni e Aloni II, opera di introspezione vocale di Thierry Lancino, commissionata all’autore per il decimo anniversario dell’IRCAM.
Il programma ha inoltre reso omaggio a Luciano Berio, considerato un nume tutelare per i giovani compositori, di cui è stata eseguita 0 King, scritta nel 1967 in occasione della morte di Martin Luther King: un’opera fortemente innovativa, priva di testo e aggrappata solamente al nome del reverendo assassinato, che emerge lentamente dalla musica lungo una linea melodica fissa.

ALONI II (OH SE DORMIRE…)
(per contralto e piccolo ensemble)
di Thierry Lancino

Aloni
è un’opera che mi era stata commissionata per il X Anniversario dell’IRCAM. L’opera completa la cui durata è di 40 minuti circa raggruppa quattro poesie di Patrizia Buzzi. Oh se dormire, ne costituisce la seconda parte.
La versione originale era suonata con il 4X, sintetizzatore unico e di proprietà dell’IRCAM. Nella versione che qui presenteremo, la parte di trasformazione degli strumenti è sostituita da una sintesi digitale tradizionale. Gli “aloni” e le risonanze artificiali degli strumenti sono controllate da una tastiera elettronica direttamente collegata ad un microcomputer.
Il tema della voce è centrale, in tutta l’opera, e costituisce una forma di “introspezione vocale”. La voce diventa personaggio e si osserva da differenti angolature, rivelando il sensibile rapporto che la lega al cantante, la sua psicologia, il suo percorso, la sua fragilità.
Questa introspezione appare evidente in Oh se dormire, con l’uso della tecnica di sviluppo labirintico. Il discorso musicale si sviluppa secondo un percorso caratterizzato da una simmetria sistematica, a partire da una cellula presentata già nei primi minuti. Questo percorso rivela i differenti aspetti del materiale esplorato e ci trascina, grazie alla sua esaustività, verso il silenzio.

COURANTE CONTINUELLE
(per 15 orchestrali)
di Jean-Baptiste Devillers

Anche se molto differenziate e per lo più fuggitive, le frasi di Courante, continuelle, pensato come concerto da camera per piano e piccolo ensemble, fanno parte dello sviluppo, più o meno compatto dello stesso genere strutturale, molto ristretto e molto neutro (quattro suoni cromatici e quattro valori numerici) che va sempre più arricchendosi nel corso della composizione. La relazione che scorre fra l’invenzione formale e le sue implicazioni musicali si può quindi definire di interdipendenza costante, dal momento che nel sollecitare l’uno o l’altro, i due modi di pensare trovano in questo gioco la possibilità del rinnovamento (e da qui parte l’idea di continuità).
Così per esempio, nel momento in cui il corno, il trombone e le nacchere danno forma, nella prima sequenza, ad una sequenza musicale semplice ma che, senza dubbio, è già una “emancipazione” del nocciolo originale, la stessa subisce una trasformazione o deformazione dei suoi componenti armonici, e ciò si traduce in una sorta di “nebulosa”, sonora e ritmica, che si evolve in registri stabili e affidati a 6 strumenti dal timbro chiaro e dolce (pianoforte, arpa, glock, piccolo clarinetto, due violini in sordina).
Più tardi, alcuni aggregati paralleli di piano, forniranno, per estrapolazione, tutta la tessitura di una intera sequenza, densa e “fibrosa” che si avvolge attorno a questi accordi e che appare una versione accorciata e speculare della nebulosa precedente […].
Tutta la musica procede così per imitazione o derivazione, dissoluzione e condensazione fino alla ultima sequenza, la più lunga in assoluto, che è una sorta di matassa in cui le 11 voci, principalmente concentrate intorno all’assolo di piano, sono prima accompagnate da un lungo crescendo, fino ad essere in seguito “fermate in volo” al massimo della loro tensione, con tutti gli altri strumenti, per essere poi rapidamente eliminate ad una ad una fino al silenzio ultimo ed inevitabile.

ECO II
(Per voce e 7 strumenti)
di Michael Jarrell

Questo brano, come Eco, è basato sul sonetto 80 di Luis de Gongora (1594). A proposito di questa precedente composizione, avevo scritto: “Eco per voce e piano non è pensato come il puro interagire di un testo con una musica. Certo, il testo musicale è stato strutturato in rapporto al testo poetico, ma si tratta piuttosto di una “eco”, di una traccia.
Questa, ormai sbiadita, comunica con il silenzio, non ci sono gesti drammatici, né grandi slanci, solo un’impressione, un’atmosfera. Ci si può quindi veramente porre la domanda: il senso esplicito del testo è oscurato o ingrandito dal suono che gli corrisponde?”.
Non vi è molto da aggiungere a proposito di Eco II, dal momento che la sostanza musicale è cambiata molto poco. In effetti la parte vocale è quasi la stessa. Il rapporto con gli strumenti invece, è completamente diverso, il carattere intimista è mutato. L’essenziale era per me di orchestrare, di approfondire il campo dialettico, di aggiungervi una prospettiva.

MARGES II
di Frédéric Durieux

Questo brano è il secondo di una serie che ho in progetto di scrivere nel corso degli anni. Tutti i brani avranno in comune la provenienza da opere più importanti di cui alcuni elementi di scrittura sono sviluppati di nuovo in scala più piccola, Per esempio, Marges I per clavicembalo e percussioni utilizza un materiale di Seuil Déployé (1988) per 22 strumenti. La particolarità di Marges II si trova nel fatto che questa opera deriva da una estensione di Marges I.
L’effettivo musicale di Marges II richiama esplicitamen quello di Seuil Déployé: flauto, clarinetto, corno, arpa, vibrafono, marimba, violino alto, violoncello e piano sono già tutti presenti nel brano originario. Non si tratta di una riduzione ma, proprio a partire dagli stessi elementi di timbro e scrittura, di uno sviluppo annesso ed autonomo.
Il piano formale di questo pezzo resta volontariamente semplice e si presenta composto da quattro quadri: il primo “Andante vivo” è movimentato da accordi e blocchi ritmici, il secondo “Sospeso”, è fatto di risonanze e di figure vive, il terzo “Nervoso e fremente” oppone dei momenti agli accordi trillanti, il quarto “In una densità crescente” accumula le figure fino alla saturazione.

ONE MORNING, OH SO EARLY

Goffredo Petrassi ha recentemente scritto di lui: “Musicista attento alle varie mutazioni del linguaggio musicale, è rivolto alla ricerca di una sintesi tra le varie proposte, sintesi che peraltro ha già realizzato in alcuni dei suoi lavori da camera da me conosciuti ed apprezzati. Questi lavori hanno confermato e rinforzato l’alta opinione che ho della sua natura di musicista, fortemente impegnato nel raggiungimento della comunicazione espressiva”. One morning, oh so early è stato scritto nel 1988 su commissione del Festival di Metz, e conclude un ciclo di sette lavori, comprendente anche Notturno, Eros: Aries, Eros: Taurus, Eros: Gemini, Eros: Libra, Eros: Daedalus.
Ognuna di queste composizioni tenta una “mediazione” – senza meccanismi di sorta – su un simbolo ideale, tratto dall’antica mitologia, anche astrologica. Lungi dal voler essere una caduta in un non meglio identificato “irrazionalismo”, l’impresa consisterebbe al contrario nel tentativo di aggiungere il suono alle numerose sintesi possibili a partire da questa ricchissima ed antica simbologia, fertile forma di un pensiero capace di esprimere e di esprimersi anche al di là dell’immediatamente ovvio.
Partendo dal presupposto che il “significato” – o il senso – della musica non possa identificarsi tout court con una delle tante esplicitazioni verbali, l’autore confida di poter suggerire uno dei possibili sensi del pezzo chiamando in causa appunto Eros, che per gli antichi contribuiva a rinsaldare il legame fra cielo e terra, alto e basso, superficie e profondo.

Crediti

Musica Luciano Berio (0 King), Frédéric Durieux (Marges II), Michael Jarrell (Eco II), Alessandro Sbordoni (One morning, oh so early), Jean-Baptiste Devillers (Courante Continuelle…), Thierry Lancino (Aloni II)
Direzione musicale Frédéric Durieux
Ensemble Gruppo Strumentale Musica D’Oggi – Ensemble Villa Medici
Solista Sharon Cooper (mezzo soprano)

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