ÂŤCi vuole piĂš fantasia a veder balenare milioni di elettroni in un millesimo di millimetro, che non a immaginare un sabba di streghe o...
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Unâidea immersiva, una favola originale che trasporta il teatro intero nel mondo onirico della fantasia che nasce dagli occhi; la prova impalpabile di quanto...
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ÂŤLâavanguardia agita una poetica, rinunciando per amor suo alle opere, e produce piuttosto manifesti, mentre lo sperimentalismo produce lâopera e solo da essa estrae...
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Si apre con un momento di intimitĂ lâedizione 2013 di DNA: tre giovanissimi coreografi italiani Nicola Galli, Claudia Catarzi e Anna Basti, mostrano al...
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Le Monde ha definito lâopera di Alessandro Sciarroni magnetica e anomala facendo particolare riferimento al suo âFolk-sâ (2012) primo passo di un progetto piĂš...
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âOrphansâ e âChromaâ sono il momento conclusivo del progetto âPneumaâ, un percorso teorico e fisico che la danzatrice e coreografa Simona Bertozzi e lo...
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Fece un gran baccano âThis is theatre like it was to be expected and foreseenâ quando nel 1982 apparve sulle scene: dal vocio delle...
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Lei, âHedda Gablerâ, la cattiva, la pericolosa per sĂŠ e per gli altri: il capolavoro di Henrik Ibsen torna sui palcoscenici capitolini nellâallestimento realizzato...
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La Galleria 4 del MAXXI ospiterĂ Jan Fabre: artista visivo e autore teatrale, noto per la sua opera innovativa e poliedrica. In una mostra curata da Germano Celant, storico e critico dâarte, Fabre presenterĂ per la prima volta le azioni e le performance dagli anni Settanta ad oggi. Disegni, âthinking modelsâ, collages, film, foto e documenti costituiranno la base per ripercorrere le decine di performance e di azioni, sia private che pubbliche, che ha realizzato in Belgio e all'estero. Fin da giovane Jan Fabre è stato affascinato dallâidea di osservare, analizzare e sfidare il corpo. Quando all'etĂ di diciotto anni vede le opere dei pittori primitivi fiamminghi e le loro rappresentazioni del corpo sofferente di Cristo, ha una rivelazione: per lâartista si trattava di Body Art. Fabre, giĂ all'etĂ di vent'anni, disegna utilizzando il proprio sangue, trascorre ore percorrendo da Nord a Sud la linea tranviaria di Anversa con il naso nelle rotaie, brucia i soldi degli spettatori nella âMoney Performanceâ, si chiude nella sua Bic-Art Room di Leiden per tre giorni e tre notti, invita vari critici d'arte a sparargli nel Franklin Furnace di New York, prende in ostaggio il filosofo Lars Aagaard Mogensen a St. Louis e viene arrestato, trascorre quattro ore con Marina Abramovic in una gabbia di vetro al Palais de Tokyo di Parigi e recentemente si mette alla gogna nel Museo di Arte Contemporanea di Tokyo, esponendosi al lancio di centinaia di pomodori. Fabre pensa alla performance art come una âper-for-azioneâ del corpo in relazione al mondo esterno, per esplorarne i limiti, le azioni e le reazioni, sia interne che esterne.
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Essere o non essere un danzatore. Sembra essere questo lo spunto iniziale di âDuet for two dancersâ, lo spettacolo con il quale la coreografa,...
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Ci sono frammenti di un universo consumato dal tempo e dalla crescita in âPer non svegliare i draghi addormentatiâ, nuova creazione del coreografo e...
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Il percorso di Giorgia Nardin, giovane danzatrice vista un anno fa a Romaeuropa con il suo âDollyâ, è emblema delle dinamiche creative che caratterizzano...
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Testimonianza di una passione sanguigna e divorante per il teatro, âThe power of theatrical madnessâ, è una creazione di Jan Fabre del 1984 divenuta...
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Prima di tutto câè un incontro: quello tra la coreografa italiana Chiara Frigo e il coreografo del QuĂŠbec Emmanuel Jouthe. Questa conoscenza, che si...
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“Good Vibrationsâ è il titolo di una canzone del 1966 dei Beach Boys, il cui spunto iniziale, come raccontò nel 1995 Brian Wilson il...
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