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Peter Sellars


Considerato uno dei più innovativi e audaci registi contemporanei, Sellars ha ormai all’attivo oltre cento produzioni, tra teatro, opera, cinema e televisione. Nato a Pittsburgh nel 1957, egli giunge infatti al successo molto giovane, grazie a una serie di scelte decisamente anticonformiste e ad un’attenzione non comune verso i nuovi linguaggi e le forme espressive della tradizione orientale: non a caso, dopo la laurea ad Harvard, egli approfondisce la propria formazione in Cina, Giappone e India, prima di tornare in patria e vedersi affidare la direzione della Boston Shakespeare Company e, nel 1983, dell’American National Theatre di Washington.
Alla fine degli anni ottanta viene alla ribalta grazie a lavori come Nixon in China (1987), con musiche di John Adams e coreografie di Mark Morris, ma soprattutto con la messa in scena della trilogia operistica di Mozart e Da Ponte, sotto la direzione musicale di Craig Smith: Sellars scandalizza il pubblico americano ambientando Don Giovanni tra i neri del Bronx, Le nozze di Figaro in un grattacielo di New York e Così fan tutte in un postribolo. La trilogia viene accolta con entusiasmo nei principali festival europei e inaugura una serie di allestimenti fortunati, che negli anni novanta lo confermano uno dei pochi registi capaci di confrontarsi in modo innovativo con l’opera e la tragedia classica, rivitalizzandole con un mai sopito impegno civile e sociale: Giulio Cesare in Egitto da Haendel (1990), La morte di Klinghoffer, tratto dalla cronaca del sequestro dell’Achille Lauro, San Francesco d’Assisi di Olivier Messiaen (1992, direzione musicale di Esa-Pekka Salonen), Mathis der Maler di Paul Hindemith, Le Grand Macabre di György Ligeti, Il mercante di Venezia di Shakespeare (ironicamente ambientato a Venice, in California), I Persiani di Eschilo, in una rilettura che allude esplicitamente alla Guerra del Golfo.
Nel cinema, intanto, oltre a lavorare con Godard nel leggendario King Lear, che lo vede nei panni improbabili di William Shakespeare V, dirige nel 1991 The Cabinet of Dr. Ramirez, pellicola ispirata a Il gabinetto del dottor Caligari e interpretata da John Cusack, Peter Gallagher e Mikhail Baryshnikov. Egli cura, inoltre, la regia della versione televisiva di alcune delle sue produzioni teatrali, raggiungendo un pubblico sempre più ampio, mentre sul palcoscenico si conferma uno dei più richiesti e apprezzati protagonisti della scena contemporanea, firmando, tra gli altri, nuovi lavori con il fido musicista John Adams (I Was Looking at the Ceiling and Then I Saw the Sky e El Niño, quest’ultimo in prima al Théâtre du Châtelet di Parigi nel 2000), Peony Pavillion (1998), tratto dall’opera del poeta cinese del ‘500 Tang Xianzu, The Story of a Soldier (1999), da Stravinskij, The Screens, di Jean Genet, L’Amour de Loin, di Kaija Saariaho, Children of Herakles (2002), da Euripide, e i due monologhi For an End to the Judgment of God e Kissing God Goodbye, rispettivamente di Artaud e June Jordan.
Direttore artistico del Los Angeles Festival (1990-1993), che ha saputo trasformare in un luogo di incontro privilegiato per culture ed etnie diverse, Sellars è professore ospite all’Ucla e ha inoltre diretto a Venezia la Biennale Teatro nel 2003 (dove ha allestito anche il suo The Love Cloud, tratto da un testo del poeta indiano Kalidasa). In occasione dell’anniversario per i 250 anni della nascita di Mozart, dirigerà a Vienna nel 2006 il New Crowned Hope, evento celebrativo destinato a coinvolgere l’intera città.

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