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L’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia


L’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia è una delle più longeve e prestigiose istituzioni musicali italiane. Le sue radici, antichissime, risalgono al 1585, quando Gregorio XIII volle costituire l’Accademia sul modello di istituzioni simili come la Compagnia dei Vertuosi del Pantheon, nate cioè non solo con finalità artistiche ma anche e soprattutto con obiettivi umanitari: la “Confraternita dei Musici di Roma sotto l’Invocazione della Visitazione della Beata vergine, di S. Gregorio e di S. Cecilia” – questa la denominazione originaria – affiancò da subito all’attività musicale quella del soccorso e dell’aiuto ai poveri e agli infermi, guadagnandosi presto la stima dei diversi papi che si succedettero. Già Sisto V, con la Bolla “Rationi congruit”, assegnò alla Compagnia la prima sede stabile, il Pantheon, a cui seguiranno negli anni quella di S. Paolino alla Colonna, S. Cecilia in Trastevere, S. Carlo ai Catinari. Di più fece Urbano VIII, affidandole un notevole privilegio, ossia il controllo di tutto quanto accadesse a Roma in fatto di musica, dall’insegnamento ai concerti alla pubblicazione di libri: tale esclusiva fu annullata poco dopo per volere dei rivali cantori sistini, ma venne infine ristabilita nel 1716 da Clemente XI.
Nel XIX secolo, grazie a un decreto di Pio VIII ed alla guida illuminata di Luigi Rossi, la Confraternita si apre all’ammissione, prima proibita, anche di musicisti non residenti a Roma, permettendo l’ingresso di nomi come Donizetti, Verdi, Rossini, Liszt, Paganini. Nel 1877, inoltre, nasce il Liceo Musicale, embrione di quello che nel 1919 diventerà Conservatorio di stato autonomo: già in quegli anni, in ogni caso, caduto lo Stato Pontificio, la Confraternita aveva preso il nome sabaudo di Accademia Regia.
La presidenza del conte Enrico di San Martino, durata oltre cinquant’anni, ha dato complessivamente all’Accademia la sua fisionomia attuale, istituendo tra le altre cose anche una Biblioteca dove potessero confluire tutti i fondi musicali delle altre biblioteche della capitale.
Ma la data più importante è probabilmente il 1908, anno della fondazione dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, la prima in Italia a dedicarsi esclusivamente al repertorio sinfonico. Fino al 1936 le stagioni concertistiche hanno luogo all’Augusteo, il grande teatro costruito sulle rovine del mausoleo di Augusto, dal 1958 la sede ufficiale dei concerti diventa l’Auditorio Pio XII di Via della Conciliazione (l’estate viene utilizzata invece la piazza del Campidoglio, dopo l’abbandono della Basilica di Massenzio), fino ad arrivare al definitivo trasferimento, nel febbraio 2003, nella neonata struttura dell’Auditorium Parco della Musica, progettata da Renzo Piano.
Dai primi del novecento a oggi l’Orchestra ha tenuto circa 14.000 concerti e ha avuto l’occasione di collaborare con i musicisti più prestigiosi del secolo, affidandosi alla direzione di nomi come Mahler, Debussy, Strauss, Stravinskij, Hindemith, Toscanini e Von Karajan. Tra i suoi direttori stabili si contano Bernardino Molinari, Franco Ferrara, Fernando Previtali, Igor Markevitch, Thomas Schippers, Giuseppe Sinopoli, Daniele Gatti e, attualmente, Myung-Whun Chung.
L’attività concertistica dell’Orchestra prevede la partecipazione ai maggiori appuntamenti sinfonici del mondo e le sue tournées sono accolte con grande favore in ogni continente, come negli ultimi anni testimoniano le numerose esecuzioni dirette da Myung-Whun Chung in estremo oriente. Quest’ultimo ha inoltre portato l’Orchestra a diventare la prima italiana ospitata alla Philharmonie di Berlino, storica sede dei Berliner Philharmoniker, mentre anche l’attività discografica ha goduto di un grande incremento nelle ultime stagioni, con una serie di incisioni per la Deutsche Grammophon che includono un cd con i Requiem di Fauré e Duruflé che le è valso il prestigioso Diapason d’Or.